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Stati Uniti. Russiagate: nel mirino del procuratore Mueller anche il genero di Trump

Redazione Esteri martedì 20 febbraio 2018

Il procuratore generale del Russiagate, Robert Muller (Ansa)

Il procuratore generale che coordina le indagini sul Russiagate, Robert Mueller, starebbe indagando anche sui contatti di Jared Kushner, il genero del presidente Donald Trump, con la Cina. Lo riporta la Cnn citando fonti vicino alle indagini. Gli investigatori, dunque, non solo starebbero andando avanti per verificare i contatti di Kushner con Mosca, ma nel mirino sarebbero finite anche alcune operazioni del marito di Ivanka Trump per ricevere finanziamenti per la sua società anche da parte di investitori non russi durante il periodo di transizione. L'interesse degli investigatori in particolare sarebbe per un incontro che Kushner ebbe col presidente e con altri manager del gruppo assicurativo cinese Anbang Insurance, una settimana dopo l'elezioni di Trump. Si tratta del gruppo divenuto proprietario anche del Waldorf Astoria, uno dei più celebri e prestigiosi hotel di Manhattan. A quel tempo Kushner e Wu Xiaohui, presidente di Anbang, stavano per finalizzare un accordo per un investimento cinese nella sede principale dell'impresa di Kushner, sempre a Manhattan sulla Fifth Avenue. Nel mirino degli uomini di Mueller anche alcuni colloqui con un investitore del Qatar, l'ex primo ministro Hamad bin JassimAl Thani, sempre per un investimento nel quartier generale della Kushner Companies, acquistata dal genero di Trump nel 2007 per1,8 miliardi di dollari. Un investimento finito sotto pressione con la crisi del settore immobiliare negli anni della recessione.
Poche ore prima di queste indiscrezioni sulle indagini Donald Trump era tornato ad attaccare il suo predecessore nella vicenda del Russiagate: "Obama è stato presidente sino, e oltre, le elezioni 2016. Quindi perché non ha fatto qualcosa sulle interferenze russe?", ha twittato. In realtà Obama puntò il dito contro Mosca dopo le conclusioni della comunità di intelligence, espellendo 35 diplomatici, infliggendo sanzioni agli 007 russi e facendo sequestrare due edifici diplomatici russi in Usa.