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LO SCONTRO IN FRANCIA. Il cardinale Vingt-Trois lascia la scena alla gente

Daniele Zappalà sabato 12 gennaio 2013
«Andrò forse a salutare i manifestanti, ma non parteciperò alla manifestazione». Il cardinale André Vingt-Trois, presidente della Conferenza episcopale francese, l’ha ribadito martedì scorso, uscendo dall’incontro che i principali rappresentanti religiosi hanno avuto con il presidente François Hollande, nel quadro dei tradizionali auguri d’inizio anno all’Eliseo. Come hanno rilevato nelle ultime ore autorevoli osservatori d’Oltralpe, questa scelta della Chiesa francese dovrebbe essere compresa pure in chiave retrospettiva. Lo scorso agosto, la «Preghiera per la Francia» voluta dai vescovi aveva impresso una prima e decisiva scossa capace al contempo di coinvolgere spiritualmente i fedeli e di avviare su scala nazionale una costruttiva riflessione sul matrimonio come bene comune da preservare. Altri importanti interventi, compresi quelli molto incisivi e commentati del cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, hanno poi ancor più accentuato questo ruolo motore centrale.Ma in vista della manifestazione di domani, frequentata in buona parte da voci di ogni sensibilità del mondo associativo e professionale, una nuova esigenza si è imposta: quella di permettere un’eco e una visibilità massima, anche a livello mediatico, al ricco panorama di voci cattoliche dei diversi settori professionali e culturali.       Non a caso, dopo i recenti interventi di responsabili delle scuole cattoliche, nelle ultime ore hanno preso assieme la parola pure gli intellettuali riuniti nell’Accademia cattolica, dove spiccano filosofi del calibro di René Girard, Rémi Brague e Pierre Manent, oltre a figure come Jean-François Mattei, ex ministro della Sanità ed attuale presidente della Croce Rossa francese. Per gli accademici, la bozza di legge socialista rappresenta «una minaccia verso i diritti dell’umano in fase di sviluppo», in contraddizione con lo stesso articolo 16 della Dichiarazione universale del 1948. Poiché la famiglia è «l’elemento naturale e fondamentale della società», essa deve dunque godere del «diritto di essere protetta da parte della società e dello Stato».  Anche in questo spirito, più in generale, il mondo cattolico sarà certamente una colonna portante della manifestazione di domani.