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MINORI IN PASSERELLA. Le “baby miss” di Francia contro il Senato: «Non toglieteci i concorsi di bellezza»

Annalisa Guglielmino martedì 1 ottobre 2013

Un dilemma attanaglia i francesi (oltre a quello di Hollande su pensioni e riforma finanziaria): è giusto o no organizzare concorsi di bellezza per minorenni, per non dire bambini/e? «Lasciateci vivere il nostro sogno!»: sono state proprio le baby miss o aspiranti tali a creare la questione, scagliandosi contro il progetto di legge che vuole vietare i concorsi di bellezza alle ragazze di età inferiore ai 16 anni. Il 17 settembre il Senato lo ha deciso nell'ambito di un progetto di legge sulla parità uomo-donna, e per entrare definitivamente in vigore il provvedimento dovrà essere approvato anche dall'Assemblea nazionale. La motivazione è che la passerella incoraggia l'erotizzazione precoce e i valori legati all'apparenza esteriore.«Le persone che fanno queste leggi non sono mai venute a un concorso». A parlare così è Caroline, mamma di due concorrenti, Marie, 10 anni, e Laura, 11 anni, in un articolo di Le Monde che dedica un'inchiesta al fenomeno.E le giovanissime? Giurano che non è vero che si è giudicati per l'apparenza: «Conta anche il modo di sfilare». E come potrebbe pensarla diversamente la piccola Lou, 6 anni, che tutta imbellettata - racconta Le Monde - sarà giudicata da una giuria di 7 persone, tra ex-miss, madri di mini-miss, rappresentanti di sindacati di modelle. Anche Nina, 12 anni, con il suo abito a volant rosa ha deciso di sfilare per sentirsi «più bella». Stacy, 13 anni, in miniabito nero, vuole diventare «modella o attrice». Per sua madre, vederla diventare una star, «è un motivo di fierezza». «Lasciateci vivere il nostro sogno», dice Barbara, 13 anni, che forte del suo titolo di Miss teen-junior, si appella ai deputati che entro novembre dovranno pronunciarsi sull' emendamento promosso dalla senatrice centrista Chantal Jouanno, ex ministro dello Sport di Nicolas Sarkozy. E aggiunge, scandalizzata: »La Jouanno vuole far passare il messaggio che diventeremo tutte prostitute, è un insulto!». L'ex ministro parla del pericolo di veder trasformate le ragazze in «lolite» dalla pubblicità. Il suo testo prevede dure sanzioni per gli gli organizzatori di questi concorsi per mini-miss: fino a due anni di detenzione e 30 mila euro di multa. «Si autorizzano le nozze gay e si vietano le mini-miss, è incomprensibile", protesta sempre su Le Monde Michel Le Parmentier, organizzatore di Mini-miss model France 2013 (5-11 anni) e Mini teen-junior France 2013 (12-17 anni), i soli concorsi finora autorizzati su scala nazionale dal 1989 (l'ultimo si è svolto proprio sabato scorso). Vi partecipano tra quaranta e cinquanta minorenni che sfilano vestite da piccole principesse, sperando di essere elette reginette di bellezza proprio come le loro "colleghe" più grandi. Ma «nelle mie sfilate - precisa Le Parmentier - niente costume da bagno e niente trucco, a differenza di quello che succede negli Usa» (a tal proposito esiste un bell'affresco cinematografico nel film Little Miss Sunshine di Jonathan Dayton). L'organizzatore ha annunciato l'intenzione di «battersi» contro l'adozione della nuova legge.