Mondo

Francia, multe per i clienti delle prostitute

venerdì 8 aprile 2016
L'Assemblea nazionale francese ieri ha approvato in via definitiva le nuove norme di contrasto alla prostituzione, prevedendo multe salate ai clienti, misure di protezione per le vittime e iniziative di sensibilizzazione per l'opinione pubblica e in particolare i giovani. Favorevoli alla legge gli esponenti del Partito socialista e il Front de gauche. Contrari invece i radicali e i verdi per la sinistra, così come i Repubblicani.    Dopo la chiusura delle case di tolleranza nel 1946, "la Francia compie un altro passo importante verso l'abolizionismo", scrive le Figaro. Sono serviti due anni e mezzo di duro dibattito in aula e accese polemiche tra l'opinione pubblica affinchè questa legge, proposta dai socialisti, venisse approvata. Per elaborare il testo il Ps si è ispirato alla normativa della Svezia, che criminalizza il mercato della prostituzione con norme severe già dal 1999.  Le ammende contro coloro che compiono il reato di "acquisto di prestazione sessuale" vanno dai 1.500 euro fino 3.750 euro per i recidivi. Il sindacato della Polizia ha espresso il proprio scetticismo su questa nuova norma, che rende reato la prostituzione. Ramonda: anche Italia segua questo esempio. "Abbiamo appreso con soddisfazione la notizia che l'Assemblea nazionale francese ha approvato in via definitiva il nuovo pacchetto di misure di contrasto alla prostituzione" ha dichiarato Giovanni Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII, secondo quanto riportano le fonti della stampa vaticana. "Anche la Francia ha intrapreso con decisione la via del cosiddetto modello nordico, già sperimentata con successo da Svezia, Norvegia e altri paesi europei. Da sempre - prosegue Ramonda - sosteniamo, come intuì molti anni fa il nostro fondatore don Benzi, che l'unica strada veramente efficace per sconfiggere il racket della prostituzione è intervenire sul fronte della domanda". Giuseppe Ramonda ribadisce quindi che la Comunità "è lieta di vedere che questa linea sta diventando sempre più diffusa a livello europeo e chiediamo che anche l'Italia aggiorni la normativa prevedendo precise misure di contrasto". Su questo tema "è ora di smetterla con le contrapposizioni ideologiche. Auspichiamo che anche nel nostro paese si crei uno schieramento trasversale".