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LONDRA. Diritto a morire, sondaggio choc del «Times»: il 95% degli inglesi sarebbe d'accordo

sabato 25 luglio 2009
Il 95% dei britannici sostiene il diritto a essere aiutati a porre fine alla propria vita per i malati terminali. Lo rivela un agghiacciante sondaggio del quotidiano Times, destinato a far discutere. E non solo perché il suicidio assistito, secondo quanto indica questa maggioranza "bulgara", dovrebbe essere legalizzato per i pazienti in fase terminale. A quanto pare, molti di quelli che hanno partecipato al sondaggio si spingono oltre. Per esempio nei confronti delle persone con gravi disabilità fisiche, ma non malate: in questo caso - anche se per fortuna la percentuale registrata dal Times diminuisce sensibilmente - il 48% è favorevole a un cambiamento della legge nel senso di una legalizzazione del suicidio assistito. Più dei due terzi, poi, sostiene il "diritto a morire" per chi soffre di una malattia degenerativa non terminale, come la demenza, mentre il 56% lo riconosce in caso di enormi sofferenze. Dati da brivido.L'atteggiamento dell'opinione pubblica sarebbe, dunque, differente a seconda delle condizioni dei malati e - cio che lascia ancor più stupiti - a detta del Times mostrerebbe «un'articolata comprensione delle complesse questioni etiche in gioco», invece che una mancanza totale di senso etico e di rispetto per la vita umana, qualunque sia la sua condizione. Secondo il sondaggio del Times, i più favorevoli a un cambiamento della legge che riconosca il diritto al suicidio assistito sarebbero anche i più anziani: il 90% fra gli "over 65", in linea comunque con le altre fasce d'età. Nonostante il presunto consenso popolare a una riforma che vada in tal senso, per fortuna è difficile che venga modificata la legge senza l'ok della classe medica. E al momento, la maggioranza dei camici bianchi si oppone a qualunque modifica che riconosca il "diritto a morire" in casi particolari.Il dibattito in corso. Il tema continua a essere al centro del dibattito nel Regno Unito, dopo che all'inizio del mese la Camera dei Lord ha respinto un emendamento che rendeva legale il suicidio assistito per i malati terminali. I familiari che li aiutano a morire, in centri esteri come la clinica svizzera Dignitas, rischiano infatti il carcere.