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Scontri razziali. Ferguson, il poliziotto: «Ho fatto il mio dovere»

mercoledì 26 novembre 2014
"Una notte migliore" della precedente, più calma anche se non tranquilla: il capo della polizia della contea di St Louis (Missouri), John Belmar, ha descritto gli eventi delle ultime ore nella città al centro della protesta ormai estesa a tutto il Paese per la decisione del Gran Jury di non incriminare l'agente Darren Wilson, che il 9 agosto sparò uccidendo il 18enne nero Michael Brown.Gli episodi di violenza sono stati meno di quelli registrati la notte prima, ha ancora reso noto il portavoce delle forze di sicurezza nel corso di una conferenza stampa. Secondo Belmar, diversi veicoli sono stati danneggiati, tra questi un'auto della polizia, i manifestanti hanno anche rotto i vetri della sede del municipio, l'unico punto in cui gli agenti sono intervenuti ricorrendo ai lacrimogeni. In tutto sono state fermate 44 persone.Intanto nella prima intervista concessa dal giorno in cui ha sparato a Brown, l'agente di polizia Wilson ha spiegato alla ABC News di non essere tormentato da quanto accaduto: "Il motivo per cui ho la coscienza pulita è che so di aver fatto il mio lavoro nel modo giusto". Per il poliziotto però sicuramente l'episodio "rimarrà per sempre qualcosa che è accaduto" e dunque difficile da cancellare. Nel corso della lunga intervista di cui sono state diffuse in nottata alcune anticipazioni, Wilson si è detto dispiaciuto per la perdita di una vita umana ma ha ribadito di aver fatto il proprio lavoro attenendosi a quanto imparato e si è detto certo del fatto che non avrebbe potuto fare qualcosa in modo diverso.