Mondo

Cop21. E i tre grandi inquinatori fanno «mea culpa»

Elena Molinari martedì 1 dicembre 2015
Due incontri bilaterali, fatti in apertura della maratona parigina sul clima, per mandare un segnale chiaro al mondo che i maggiori inquinatori della Terra sono pronti a guidare il cambiamento. Li ha voluti Barack Obama, che ieri ha visto il presidente cinese Xi Jinping, quindi il primo ministro indiano Narenda Modi. Ma se il primo si è impegnato ad agire insieme agli Stati Uniti contro i cambiamenti climatici, Modi, alla guida del terzo grande produttore di emissioni nocive al mondo, è apparso più recalcitrante. L’India infatti è disposta ad un piano di riduzione di emissioni ambizioso, ma solo in proporzione agli aiuti economici che potrà ricevere. Modi ha inoltre sottolineato che le nazioni più povere hanno il diritto di bruciare combustibili fossili per permettere alle loro economie di crescere. «In nessun altro campo il nostro coordinamento è così necessario e fruttuoso», ha detto il presidente americano al fianco dell’omologo cinese prima dell’inizio dei lavori della Conferenza di Parigi. «I nostri sono i due Paesi che emettono più carbonio e siamo entrambi convinti che sia nostra responsabilità agire», ha aggiunto il capo della Casa Bianca, che ha ricordato che vi sono «divergenze » fra Stati Uniti e Cina, come questioni marittime e di cyber sicurezza, ma anche che i due Paesi possono collaborare su altri fronti. La Cina è responsabile di circa il 30% delle emissioni globali, gli Stati Uniti di circa il 16% e l’India circa il 2%. I leader cinese e americano hanno dunque assicurato che si batteranno per la lotta alle emissioni inquinanti e per la realizzazione di una «economia globale a basso tasso di carbone» nei prossimi decenni. «È molto importante che la Cina e gli Stati Uniti siano fermamente impegnati nella costruzione di un nuovo modello di relazioni per aiutare la conferenza sul clima a raggiungere gli obiettivi previsti», ha detto Xi, quindi ha fatto cenno ai problemi della situazione globale. «L’economia mondiale si sta riprendendo lentamente, il terrorismo è in crescita e il cambiamento climatico è una sfida enorme – ha detto il presidente cinese –. C’è maggiore instabilità e incertezza nella situazione internazionale ». Fra i grandi inquinatori, gli Stati Uniti con Obama per la prima volta non sollevano problemi, anzi, vogliono trainare i negoziati.