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GLI ITALIANI. Don Attilio: «Io, vivo per miracolo»

Mimmo Muolo sabato 16 gennaio 2010
«Sono vivo per miracolo». Giunge via e-mail la drammatica testimonianza di don Attilio Stra, salesiano italiano, missionario in Haiti, che è tra i pochi sopravvissuti della sua comunità. Poche righe scritte sulla carta e rilanciate dall’agenzia Ans degli stessi salesiani per descrivere le proporzioni della tragedia. Il religioso, infatti, ha confermato la distruzione dell’opera “San Giovanni Bosco” di Port-au-Prince Enam e dell’Opera delle piccole scuole di Padre Bonhem (Opepb) affidate ai salesiani. Gli oltre 200 allievi, scrive don Stra, vanno considerati morti insieme ad alcuni adulti del personale laico. Perciò il missionario conclude la sua breve testimonianza chiedendo un ricordo nella preghiera per le vittime della catastrofe.Man mano che passano le ore, si precisa così sempre più il quadro della situazione dei religiosi, dei sacerdoti e dei laici italiani presenti al momento del sisma nell’isola caraibica. Don Olibrice Zucchi, salesiano della comunità di Port-au-Prince Droullard, è riuscito a mettersi in salvo gettandosi dalla finestra della stanza a pian terreno in cui stava lavorando.Buone notizie anche per i sei missionari della diocesi di Milano: due sacerdoti fidei donum, don Mauro Brescianini e don Giuseppe Noli; suor Luisa Dell’Orto, missionaria delle Piccole Sorelle del Vangelo e tre laiche: Maddalena Boschetti che lavora con i bambini disabili e lungodegenti, Lucrezia Stocco, che fa da raccordo con le famiglie, e Fiammetta Cappellini, responsabile locale di una Ong. Secondo le informazioni raccolte, starebbero tutti bene. In particolare i due sacerdoti, i quali operano in una zona a 150 chilometri dalla capitale devastata dal sisma, hanno informato prima con un fax la Curia milanese e poi con una breve telefonata i familiari a Tradate. Nella loro parrocchia, che si trova a Mare-Rouge, il terremoto non è stato neanche avvertito, hanno riferito don Mauro e don Giuseppe. Ora tutti i loro sforzi sono quindi diretti a organizzare la macchina dei soccorsi.È stata rintracciata e sta bene anche suor Mariangela Fogagnolo, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, 68 anni, 40 dei quali passati ad Haiti. Lo ha confermato il fratello. Due telefonate provenienti da Haiti hanno rassicurato l’associazione "Pane condiviso" di Colloredo di Prato (Udine), che sostiene da più di 50 anni l’impegno di suor Anna D’Angela, di Varmo (Udine), e suor Olivia Pia Colussi, di Casarsa (Pordenone). Le due religiose sono ancora in vita. In totale si contano ad Haiti poco meno di venti missionari italiani, appartenenti oltre che alle congregazioni salesiani, ai camilliani, ai Missionari di San Carlo, e alle Figlie di Nostra Signora della Misericordia.