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Immigrazione. Ue: critiche alla Danimarca Maroni: manca concretezza

giovedì 12 maggio 2011
Nel corso del vertice speciale dei ministri dell'Interno dell'Unione europea che si è svolto oggi a Bruxelles per discutere della gestione dei migranti illegali e dei crimini, la Danimarca è stata criticata per aver annunciato la volontà di ripristinare le ispezioni alle frontiere. Ieri il governo di Copenaghen aveva reso noto che saranno allestite stazioni permanenti lungo i confini per effettuare controlli casuali di automobili e passaporti, misura contraria al trattato di Schengen. La libertà di circolazione all'interno dell'area Schengen è diventata un simbolo della politica dell'Unione e molti Paesi vogliono che rimanga tale. L'Italia è contraria alle chiusure parziali dello spazio Schengen. L'Italia è con la Commissione e con Barroso "perchè l'acquis di Schengen va rafforzato e non indebolito": lo ha detto il ministro Roberto Maroni al termine della riunione straordinaria del consiglio interni Ue, durante la quale "ho citato le parole pronunciate da Barroso davanti al parlamento il 10 maggio". Sul come dovrà essere rinforzata la governance dello spazio Schengen, il ministro italiano ha detto di "condividere esattamente il documento della Commissione".Il ministro Maroni ha anche sollecitato l'avvio immediato di negoziati europei con la Tunisia per il pattugliamento congiunto nel Mediterraneo, tornando ad attaccare l'Ue accusandola di "scarsa concretezza" in materia di immigrazione. Bisognerebbe "dare attuazione alle decisioni prese nell'ultimo Consiglio Gai (Giustizia e affari interni) un mese fa, nel corso del quale si decise che Frontex avrebbe dovuto iniziare immediatamente negoziati con la Tunisia per fare pattugliamenti congiunti," ha detto il ministro, oggi a Bruxelles per il Consiglio straordinario dei ministri dell'Interno dell'Unione Europea.Al termine del Consiglio Gai odierno, Maroni ha detto che ci sono «tanti buoni propositi ma manca concretezza. Bisogna passare rapidamente da parole a fatti».Il 5 aprile scorso l'Italia ha firmato un accordo con la Tunisia per il rimpatrio contingentato dei tunisini che giungono illegalmente in Italia, dopo che in poche settimane a Lampedusa erano arrivate per mare circa 20mila persone provenienti in massima parte dal paese nordafricano, a seguito della protesta che ha portato alla deposizione del presidente Ben Alì.Roma si è anche impegnata a fornire a Tunisi veicoli e natanti e strumenti elettronici per sorvegliare le frontiere e le coste.