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LIBIA. La Corte penale internazionale chiede l'arresto di Gheddafi

lunedì 16 maggio 2011
Il procuratore capo della Corte penale Internazionale, Luis Moreno Ocampo, ha chiesto oggi ai giudici del tribunale di emettere un mandato di cattura internazionale per crimini contro l'umanità nei confronti del leader libico Muammar Gheddafi, del figlio Saif al Islam e del capo dei servizi libici Abdullah al Senoussi."Le prove dimostrano che Muammar Gheddafi ha personalmente ordinato attacchi contro civili libici inermi", ha detto Moreno Ocampo, sottolineando che si tratta di "crimini contro l'umanità". Secondo il procuratore generale, le prove raccolte dimostrano che Gheddafi, il figlio Saif e il cognato Senoussi si incontravano per pianificare e dirigere le operazionii di repressione. "Il leader libico utilizza la sua autorità per commettere crimini e reprimere ogni tentativo di sfida al suo potere", ha aggiunto Moreno Ocampo. Il procuratore ha poi sottolineato di essere quasi pronto per il processo.L'inchiesta della Corte Penale Internazionale a carico di Gheddafi e degli altri esponenti del regime è iniziata il 15 febbraio su richiesta del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.MOSCA: FINE SPARGIMENTO SANGUE E NEGOZIATIMosca chiede la cessazione immediata dello spargimento di sangue in Libia e di quella che considera una violazione delle risoluzioni dell'Onu. Lo ha detto il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov, riferendo che oggi incontrerà il segretario generale dell'Onu per parlare del Paese nordafricano."Vogliamo la più rapida cessazione dello spargimento di sangue in Libia, il ritorno al processo politico nell'interesse del popolo libico, dei vicini della Libia e dell'intera comunità internazionale, e negoziazioni sulla nuova Libia e sulle necessarie riforme", ha dichiarato il capo della diplomazia russa, citato dalle agenzie.FRATTINI: IL REGIME HA LE ORE CONTATEIl regime di Gheddafi "ha le ore contate" e in queste ore "stiamo lavorando affinchè si trovi con le Nazioni unite una via d'uscita politica onorevole" per l'ex dittatore e la sua famiglia. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a La telefonata su Canale 5. Frattini ha aggiunto che l'epilogo vicino di Gheddafi "non è una speranza" ma è "confermato dalla cerchia ristretta del regime". "Sono già stati individuati esponenti di Tripoli per la costituzione di un governo di riconciliazione nazionale" ha proseguito, precisando che il nuovo governo "non sarebbe di Bengasi ma dell'intera Libia".