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L'allarme. L'ombra dei trafficanti sulle migliaia di orfani del Covid

Francesca Ghirardelli venerdì 4 giugno 2021

Un funerale alle porte della capitale peruviana Lima

Quando, a pochi giorni l’uno dall’altra, il Covid si è portato via Volodymyr e Diana Rodikov il dolore è stato enorme. Erano il padre e la madre di tredici figli, di cui undici minori, otto adottati. Dopo la loro scomparsa, avvenuta nel marzo scorso in Ucraina, la figlia maggiore di 21 anni, Oleksandra, e il marito hanno deciso di diventare i tutori legali degli altri fratelli. Qualche anno fa, in un’intervista a Radio Free Europe a proposito del loro trasferimento a Kiev dopo la fuga dal territorio Donetsk occupato dai filo-russi, il padre Volodymyr aveva detto: «Con tutti questi figli non posso ammalarmi, non posso permettermi di morire. Come potrei lasciarli?».
Eppure durante la pandemia è accaduto, a questa famiglia come a migliaia di altre con minorenni, perché a perdere la vita, alle più diverse latitudini, non sono stati solo i più anziani. Nell’India appena travolta dalla ferocia di un’ondata di Covid durissima, la ministra per lo Sviluppo di donne e bambini, Smriti Irani, ha dichiarato via Twitter che tra il primo aprile e il 25 maggio almeno 577 minori hanno perduto entrambi i genitori. Il numero è però con grande probabilità sottostimato. Nel solo Stato dell’Uttar Pradesh sono stati identificati più di mille orfani Covid di padre, madre o di entrambi i genitori. Sull’assistenza ai minori che restano soli, «l’approccio della maggior parte dei governi (degli Stati federati) è risultato inesistente o deficitario», ha denunciato in un lungo intervento sull’Indian Express il 18 maggio scorso Anurag Kundu, presidente della Commissione per la protezione dei diritti dell’infanzia del governo di Delhi.
«La prima fase della pandemia è stata accolta con il silenzio su questo argomento. Poi si è vista una certa attività. Spinti da un misto di preoccupazione per i bambini e da crescenti pressioni politiche, il governo centrale e quelli degli Stati confederati stanno promuovendo azioni di sensibilizzazione nei confronti del processo di adozione. Sono state istituite linee di assistenza Sos e annunciate politiche di assistenza finanziaria e alimentare. È un miglioramento ma l’approccio ha ancora molti difetti». Insieme all’impatto negativo sulle condizioni economiche e psicologiche dei bambini occorre scongiurare anche il rischio di sfruttamento e di pratiche illegali: sui social media indiani si moltiplicano richieste e offerte informali di adozione di orfani Covid, con condivisioni di immagini e contatti telefonici dei minori. A tal proposito Anurag Kundu riferisce di come i suoi collaboratori abbiano rintracciato su Facebook un’offerta di adozione che, una volta stabilito il contatto, prevedeva il pagamento di 7mila dollari per un orfano.
Negli Usa, il Paese con il maggior numero di morti riconosciute per coronavirus, uno studio condotto da quattro ricercatori di diverse università statunitensi e canadesi pubblicato ad aprile dalla rivista Jama Pediatrics stima che, fino allo scorso febbraio, tra i 37.300 e i 43mila bambini e ragazzi tra 0 e 17 anni avrebbero perso per Covid almeno un genitore. Questi orfani sono «a rischio elevato di dolore traumatico, depressione, cattivi risultati scolastici, fino a morte involontaria o suicidio» si legge nello studio. «La morte improvvisa del padre o della madre può essere particolarmente traumatizzante» anche perché queste perdite «si verificano in un momento di isolamento sociale, tensione istituzionale e difficoltà economiche».
In Perù, tornato il Paese con il più alto tasso di mortalità per Covid pro capite alla luce della revisione del numero dei decessi (più che raddoppiato) da parte delle autorità, sono almeno 10.900 gli orfani del Covid. Lo stima il governo, che per questi minori ha previsto una pensione mensile di circa 43 euro. Al momento a comparire nelle liste dei beneficiari ci sono solo i primi 861 bambini. Si può accedere agli aiuti solo nel caso in cui il genitore defunto sia registrato nel sistema nazionale dei decessi per coronavirus, e vista la recente ammissione di una consistente sottostima delle morti, è presumibile che in molti saranno esclusi o che dovranno faticare per vedersi riconoscere il diritto. Una volta ottenuto il sostegno economico, comunque, occorrerà ricostruire tutto il resto: un equilibrio affettivo e psicologico nuovo e la serenità perduta.