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Covid-19. In Germania il contagio risale. In Francia riaprono le chiese, no alle Messe

Redazione Internet martedì 28 aprile 2020

Sono 210mila le persone morte a causa del coronavirus in tutto il mondo, secondo un calcolo effettuato dall'agenzia France Presse. L'85% delle vittime sono state registrate in Europa e negli Stati Uniti.
Gli Usa sono il Paese con il più alto numero di decessi (56.253), seguito dall'Italia (26.977), Spagna (23.822), Francia (23.293) e Gran Bretagna (21.092). Mentre in Italia la cosiddetta fase 2 dell'emergenza coronavirus partirà il 4 maggio, altri Paesi nel mondo hanno già introdotto le prime riaperture.

Reuters

In Gran Bretagna
Il premier britannico Boris Johnson, tornato ad apparire pubblicamente dopo essere stato malato di Covid-19, ha spiegato che il Regno Unito "inizia a invertire la tendenza" nella lotta contro la pandemia di coronavirus, ma che non è ancora il momento di allentare il lockdown"
Il premier britannico ha detto di capire il peso "delle misure di distanziamento sociale", ma ha avvertito che un secondo picco dei contagi sarebbe per il Paese "un disastro economico". Nel Paese le restrizioni sono in vigore almeno fino al 4 maggio.

In Francia
La Francia è in lockdown fino all'11 maggio per fronteggiare l'emergenza. Poi è prevista una graduale riapertura del Paese. Va detto che il presidente Emmanuel Macron aveva dichiarato, in un primo tempo, che le scuole avrebbero riaperto progressivamente dall'11 maggio, data di inizio della fase 2, con la fine delle misure di rigido confinamento decretate da quasi due mesi. Ma quest'oggi il premier Edouard Philippe nello spiegare in Parlamento il piano francese di uscita dal lockdown ha esplicitato chiaramente che la riapertura sarà condizionata dai dati. "Se gli indicatori non saranno rispettati, non faremo nessuna riapertura l'11 maggio". Le condizioni che ha posto riguardano, fra l'altro, il numero dei nuovi contagi al giorno, che "deve mantenersi fra i 1.000 e i 3.000". In base al livello dei contagi i dipartimenti verranno divisi in zone "verdi" e "rosse".
La "fase 2" durerà dall'11 maggio al 2 giugno, quando si entrerà in una "fase 3", ha aggiunto Philippe.
Sugli spostamenti in Francia durante la cosiddetta fase 2: "sarà di nuovo possibile spostarsi liberamente, senza certificazione, tranne per viaggi a più di 100 chilometri da casa". "Sarà possibile, nei giorni di sole, praticare attività sportiva singola all'aperto", ha continuato. "Parchi e giardini, così essenziali per l'equilibrio della vita in città, possono aprire solo in dipartimenti in cui il virus non circola attivamente. Per precauzione, le spiagge rimarranno inaccessibili al pubblico almeno fino al primo giugno", ha aggiunto Philippe.
Sulla riapertura dei luoghi di culto il premier francese pur conoscendo "l'impazienza delle comunità religiose" ha spiegato che "potranno restare aperti, ma credo sia legittimo chiedere di non organizzare funzioni e cerimonie" prima del 2 giugno. Sempre nel corso del suo intervento all'Assemblea Nazionale il premier ha aggiunto che i funerali continueranno a essere possibili con un massimo di 20 persone.


In Spagna
La Spagna ha iniziato a concedere i primi allentamenti al lockdown, dando via ad alcune misure della “fase 2”. Da lunedì 27 aprile nel Paese iberico è entrata in vigore la revoca parziale delle misure di lockdown per i minori di 14 anni, che possono uscire in strada. Per quanto riguarda le persone più anziane, il ministro della Sanità, Salvador Illa, ha sottolineato che a partire dal 2 maggio sarà consentito agli over 65 passeggiare, se gli indicatori della pandemia da coronavirus saranno tali da poter sollevare questa restrizione. A tutti gli spagnoli sarà permesso di fare esercizio fisico e fare passeggiate dal prossimo fine settimana.

In Germania
E mentre l'obbligo di portare le mascherine riguarderà i mezzi pubblici e tutti i negozi in Germania riaperti la settimana scorsa, il Robert Koch Institute tedesco, l'istituto per il controllo delle malattie ha mostrato che il tasso del contagio R0 è risalito a 1, dopo che nei giorni scorsi era stato registrato allo 0,9.
Il tasso di contagio era sceso a 0,7 prima che la Germania allentasse le restrizioni il 20 aprile, consentendo l'apertura di piccole imprese, mantenendo al contempo le distanze sociali. Ma è troppo presto per dire se questa mossa abbia portato all'aumento del tasso di contagio. Lothar Wieler, presidente del Robert Koch Institute, ha affermato che "l'R0 è ora 0,96". Le autorità hanno riferito di voler provare a mantenerlo al di sotto di 1 per mantenere la pandemia gestibile per il sistema sanitario. Wieler ha dichiarato che la Germania registra attualmente circa mille nuovi contagi al giorno, mentre il paese conta in totale 160mila casi e circa 6mila morti. Tutte le scuole ripartiranno il 4 maggio. In alcune zone, ad esempio in Baviera, è stato però deciso di anticipare il rientro in aula per i ragazzi che dovranno sostenere gli esami.


Negli Usa
Mentre negli Stati Uniti la cifra dei contagi si avvicina al milione, il Paese riapre a macchia di leopardo. La Casa Bianca sta mettendo a punto altre linee guida per la riapertura di scuole, programmi di assistenza all'infanzia, alcuni luoghi di lavoro, trasporti di massa, ristoranti e luoghi di culto.
Lunedì 27 aprile Tennessee e Mississippi si sono uniti ad altri Stati che hanno cominciato a riaprire alcune attività, come Georgia, South Carolina, Oklahoma e Alaska. Ma a spingere ci sono anche Colorado e Minnesota, guidati da governatori dem. Così come il Montana, che ha consentito anche la riapertura delle chiese, con il distanziamento sociale, mentre ristoranti e scuole ripartono il 7 maggio.

Reuters

Covid-19, uno studio in 50 Paesi del mondo riguarda la perdità del gusto e dell'olfatto

Capire perché, come e quanto spesso i malati di Covid-19 perdano gusto e olfatto: è l'obiettivo del progetto dell'associazione internazionale Global Consortium for Chemosensory Research, cui partecipa anche la Sissa (Scuola Internazionale superiore di studi avanzati) di Trieste e le istituzioni di 50 Paesi nel mondo, dalla Nuova Zelanda al Giappone, dall'Africa agli Stati Uniti e Sud America.

I dati dello studio saranno poi utilizzati dagli esperti per un'analisi approfondita dei dati raccolti in tutto il mondo e resi pubblici. I questionari sono attualmente disponibili in 14 lingue, tra cui l'italiano (sul sito https://gcchemosensr.org), ma sono destinati ad arrivare a 30 in pochissimo tempo. "Da quanto si è visto finora però, nei pazienti COVID-19 la perdita di olfatto e gusto si presenta in maniera del tutto peculiare. E vogliamo saperne di più", spiega Anna Menini della Sissa. Attraverso questo studio si lavorerà per "capire meglio le origini della perdita dell'olfatto e del gusto, quanto è frequente nei pazienti Covid-19 e scoprire se questi sintomi possano essere dei potenziali segnali di allarme per identificare la malattia anche in assenza di altri sintomi - conclude - Una caratteristica che, se verificata, sarebbe molto importante per identificare rapidamente la possibilità di contagio da parte del virus".