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LONDRA. Influenza A, il «caso» inglese 50 studenti italiani contagiati

Giulio Isola venerdì 17 luglio 2009
«Non ci sono casi pericolo­si e tutto è sotto controllo». Lo ha ga­rantito la console d’Italia a Londra, Paola Cogliandro, a proposito dell’allarme sui 50 studenti italiani che si trova­no attualmente in Gran Bre­tagna per frequentare corsi di lingua. Si teme infatti che i ragazzi possano aver con­tratto la nuova influenza A/H1N1. «Da martedì sera abbiamo ri­cevuto segnalazioni di ra­gazzi con sintomi sospetti, come febbre alta – ha spie­gato la console –. Ma in que­sti casi i medici inglesi pre- scrivono il Tamiflu», ha ag­giunto. Attualmente comun­que i ragazzi stanno bene. La console ha riferito che dieci di loro sono guariti con sem­plici antipiretici, e gli altri «sono stati sottoposti al con­trollo previsto dalle autorità sanitarie britanniche e la feb­bre è sparita», ha concluso Paola Cogliendro. «Sono in contatto continuo con i loro accompagnatori e insegnanti – ha aggiunto – e mi dicono che i ragazzi si so­no ripresi subito. Anzi ades­so è difficile tenerli in came­ra perché si sentono bene e vorrebbero uscire». In realtà si tratta di casi so­spetti, perché le strutture sa­nitarie britanniche (dove l’influenza suina ha conta­giato già oltre 55mila perso­ne) considerato il diffonder­si dell’epidemia, non utiliz­zano più il tampone faringeo, ma fanno la diagnosi in base ai sintomi. I ragazzi italiani, tutti tra i 12 e 17 anni, sono distribuiti in college di Londra, Oxford, Norwich e Birmingham (do­ve però si sono ammalati so­lo un paio di studenti). For­se il compito più pesante è toccato agli accompagnato­ri, che hanno dovuto tran­quillizzare i genitori. «La vi­ta quotidiana, qui in Gran Bretagna – continua la di­plomatica italiana – scorre tranquillamente. Non sono un medico e non voglio az­zardare giudizi, ma si sta par­lando di emergenza per il gran numero di persone col­pite, non perché il virus sia particolarmente virulento». Stanno bene anche i 30 ra­gazzi del Milanese bloccati da qualche giorno in un col­lege di York, in Inghilterra, dove avevano contratto il vi­rus. Mercoledì sera soltanto tre di loro avevano ancora la febbre, che comunque non superava i 38 gradi. La mag­gior parte dei ragazzi erano arrivati in Inghilterra per un soggiorno di studio dalla scuola media Fabrizio Dè Andre di Peschiera Borro­meo, mentre un piccolo gruppo proveniva da San Giuliano. «Alcuni di loro – spiega Maurizio Montanelli, responsabile del diparti­mento prevenzione della A­sl 2 di Milano – avevano sin­tomi più gravi, altri più lievi ma ora stanno tutti bene e dovrebbero rientrare dome­nica. Non è previsto che sia­no sottoposti a ulteriore iso­lamento in Italia». La Gran Bretagna è uno dei Paesi più colpiti dalla nuova influenza che ha già provo­cato la morte di 29 persone. E la paura ha contagiato an­che la moglie dell’ex primo ministro britannico Tony Blair, al punto da portarla a sospendere ogni attività pubblica già in programma, per timore di contrarre il vi­rus della nuova influenza.