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COMECE. «Cristianofobia, la Ue è titubante»

Gianni Cardinale giovedì 3 febbraio 2011
La Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) ha espresso un «grandissimo rammarico» per il mancato accordo tra i 27 ministri degli esteri dell’Unione (Ue) sulla mozione di condanna alle violenze contro i cristiani. «Questa titubanza diplomatica è tanto più incomprensibile – sottolinea la Commissione in una nota diffusa ieri – in quanto vite innocenti sono oggetto di atroci attacchi contro i cristiani e le altre minoranze in tutto il mondo». La Comece constata che causa del mancato accordo è stato il «disaccordo interno tra i ministri sull’inserimento nel testo di uno specifico riferimento ai cristiani come vittime di persecuzione religiosa». E si «meraviglia» di questa «titubanza» visto che l’opinione pubblica europea è già diventata consapevole della «particolare situazione di cristiani in Medio Oriente dopo i recenti attacchi a chiese in Iraq ed Egitto». Oltretutto, sottolinea la Commissione, il Parlamento Europeo il 20 gennaio e il Consiglio d’Europa il 27 hanno già spianato la strada per una «specifica condanna della persecuzione dei cristiani» adottando in entrambi i casi risoluzioni che «condannano esplicitamente la violenza contro i cristiani».Nella sua nota la Comece ricorda che «i recenti attacchi contro i cristiani non sono casi isolati». E ribadisce che le statistiche sulla libertà religiosa mostrano negli anni recenti che «la maggioranza degli atti di violenza religiosa sono perpetrati nei confronti dei cristiani», con una situazione che si è fatta «più seria in Medio Oriente» e «specialmente in Iraq dove la persecuzione potrebbe portare nei prossimi mesi alla sparizione delle comunità cristiane».La Comece fa quindi notare come l’impegno dell’Ue a favore dei diritti fondamentali e della libertà religiosa è chiaramente stabilito nel Trattato e nella Carta dei diritti fondamentali ed è stata riaffermata in numerose dichiarazioni. «Quindi – conclude la nota – ci aspettiamo ora che l’Ue prenderà misure concrete per trasformare questi principi generali in una significativa azione politica». La nota Comece è stata rilanciata anche dall’Osservatore Romano che ha ripreso anche la dichiarazione di don Duarte Nuno da Cunha, segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee, che riunisce i presidenti degli episcopati del continente), secondo il quale il mancato raggiungimento di un accordo tra i ministri Ue «ci preoccupa e ci deve interrogare».La Comece ha come presidente il vescovo di Rotterdam Adrianus Herman van Luyn e come vice il polacco Piotr Jarecki, ausiliare di Varsavia, e il cardinale tedesco Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco di Baviera. La Ccee è invece presieduta dal cardinale di Budapest Peter Erdo e ha come vice i cardinali Josip Bozanic di Zagabria e Jean-Pierre Ricard di Bordeaux.