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Regno Unito. Theresa May è sempre più sola sulla Brexit

Silvia Guzzetti, Londra giovedì 25 ottobre 2018

La premier britannica Theresa May non vuole uscire di scena (Ansa)

Benché i colpi battuti dai parlamentari a suo favore su scrivanie e porte del Comitato 1922 (il vertice dei Tories), in segno di approvazione e sostegno, si sentissero a distanza la sopravvivenza di Theresa May per i prossimi mesi è tutt’altro che certa.

E’ la stampa britannica a dire che i Tories hanno voluto dare “uno spettacolo d’unita’” che al loro interno non esiste e che la premier ha avuto vita difficile, sia durante la riunione del consiglio dei ministri, sia nel faccia a faccia con l’influente “1922 committee” dal quale dipende la scelta del leader del partito. Bastano, infatti, soltanto 48 lettere dei membri di quest’ultimo, che si incontra ogni mercoledi alle 17, a mandare in pensione la premier e il suo presidente ne ha gia’ ricevute diverse anche se non e’ dato sapere quante.

Insomma la May non e’ apparsa convincente, mentre ha cercato di rassicurare i suoi, negando ad esempio le voci su un possibile cedimento rispetto a qualsivoglia proroga della giurisdizione della Corte Europea. Nelle stesse ore, infatti, Donald Tusk, da Strasburgo, attribuiva al governo britannico la richiesta, se non la supplica, di un prolungamento del periodo di transizione post Brexit per allontanare l'irrisolto nodo dei confini dell'Irlanda del Nord in barba al fatto che lady Theresa avesse dichiarato alla Camera dei Comuni esattamente il contrario.

Ad appoggiare la premier, in un’uscita politica davvero insolita per la sovrana, e’ stata anche Elisabetta II che, durante un banchetto in onore del re d'Olanda Guglielmo Alessandro e della consorte Maxima, si e’ detta fiduciosa sul futuro di "una nuova partnership con l'Europa" quando la Brexit sarà consumata e convinta che i legami con la famiglia europea non si spezzeranno. Benché, in Gran Bretagna, sia eurofili che eurofobi abbiano tentato di attribuirsi l’appoggio della sovrana in realta’ Elisabetta ha saputo mantenersi abilmente sopra le parti, arte nella quale si e’ dimostrata insuperabile in 66 anni di regno. Si sa che la sovrana adora il “Commowealth”, retaggio dell’impero britannico, al quale ha dedicato sessant’anni di sacrifici, e probabilmente vota conservatore. Fattori che la collocherebbero sul fronte dei Brexiteers duri che vogliono un taglio drastico con la Ue. Ma la regina, come altri leader, tra i quali anche il Primate anglicano Justin Welby, al contrario eurofilo convinto, deve fare di necessita’ virtu’. “Immaginando un futuro”, come dice lo stesso Welby nel suo ultimo libro, “dove la Brexit rappresentera’, per il Regno, un’importante occasione di rinascita”.