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Raid in Siria, «colpite raffinerie dell'Isis»

giovedì 25 settembre 2014
Lo choc per l'uccisione dell'ostaggio francese in Algeria da parte di un gruppo terroristico affiliato all'Isis sembra aver rafforzato la determinazione dei Paesi europei a contribuire alla lotta contro il Califfato. Nella terza tornata di bombardamenti, tra ieri sera e quest notte, i raid aerei della coalizione internazionale (Usa e Paesi arabi) sulla Siria hanno colpito i pozzi petroliferi siriani, i cui proventi sono usati dal gruppo terroristico per finanziarsi. Nessuna conferma ufficiale, ma secondo alcuni network di informazione americani i bombardamenti potrebbero essere avvenuti vicino a Markada, a nordest della Siria. Non è confermata nemmeno la notizia dell'uccisione del leader di Khorasan, il gruppo terroristico collegato ad al Qaeda.All'indomani della decapitazione di Hervel Gourdel, l'ostaggio francese in mano ai jihadisti in Algeria, la Francia ha effettuato la seconda raffica di raid aerei sopra l'Iraq; e il ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian, non ha escluso la possibilità di fare lo stesso in Siria. La Francia è in lutto e per tre giorni, da domani, le bandiere sventoleranno a mezz'asta. Intanto anche Londra è pronta a unirsi ai bombardamenti contro il 'califfato': il premier, David Cameron, ha convocato per oggi un riunione del gabinetto di governo e per domani, venerdì, il Parlamento. Tanto il vicepremier, Nick Clegg, che il leader laburista, Ed Miliband, hanno confermato il sostegno al governo e dunque la Raf potrebbe cominciare i bombardamenti già nel weekend. A meno di 24 ore dal dibattito a  Westminster, a Londra sono state arrestate nove persone con l'accusa di terrorismo: tra i fermati - di età compresa fra i 22 e i 47 anni e che, secondo Scotland Yard, non costituivano una "minaccia immediata"- un imam fondamentalista, Anjem Choudary, che aveva detto di non avere alcuna simpatia per Alan Henning, l'ostaggio britannico ancora nelle mani dello Stato islamico.Dopo i nuovi bombardamenti francesi, i primi dal 19 settembre, la Francia ha ventilato la possibilità di estenderli anche in Siria: il ministro Le Drian ha ammesso che l'opzione è "sul tavolo" poche ore dopo che il presidente, Francois Hollande, l'aveva invece esclusa. Intanto nella notte le forze curde nel nord della Siria sono riuscite a respingerel'avanzata dei miliziani dello Stato islamico a sud di Kobane, la città da giorni al centro dell'offensiva jihadista. Proprio la situazione nella zona aveva costretto nei giorni scorsi centinaia di migliaia di abitanti della regione a fuggire verso la Turchia. Anche l'esercito siriano ha riconquistato il pieno controllo di una strategica città a nord di Damasco, che era in mano ai ribelli dal dicembre scorso; e così harafforzato la morsa di Bashar al-Assad attorno alla capitale. E mentre più di 120 ulema sunniti di tutti il mondo hanno denunciato, in una missiva inviata al 'califfò Abu Bakr al Baghdadi, che il suo gruppo Stato Islamico viola i precetti dell'islam, dall'Onu è arrivata un'ennesima accusa: donne e bimbe irachene, della minoranza yazida, sono state vendute come schiave, costrette a matrimoni forzati e violentateripetutamente dai jihadisti. L'Onu ha aggiunto che la sua missione in Iraq ha ricevuto la denuncia anche di donne che sono state giustiziate a Mosul: tra di loro anche un'avvocatessa, Samira Saleh al Naimi che è stata prelevata con la forza la scorsa settimana dalla sua abitazione,giudicata da una corte islamica e giustiziata pubblicamente. La sua colpa? Aver denunciato su Facebook la distruzione di templi e luoghi di culto.