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Asia. Birmania, la deriva dei “boat people”

martedì 12 maggio 2015

Circa 350 migranti Rohingya in fuga dalla Birmania sono stati abbandonati a bordo di un barcone al largo della Thailandia, senza carburante e ormai senza cibo né acqua da tre giorni. Lo denuncia Chris Lewa, responsabile dell'Arakan Project, un'associazione che monitora le condizioni della minoranza musulmana discriminata in Birmania. "Hanno chiesto di essere salvati urgentemente", ha detto Lewa dopo essere riuscita a mettersi in contatto con uno dei migranti, aggiungendo che una cinquantina delle persone a bordo sono donne, e che il barcone si trova probabilmente al largo del sud della Thailandia vicino alla Malesia.Nelle ultime 48 ore, circa 2 mila migranti - tra Rohingya e bengalesi - sono approdati sulle coste malesi e indonesiane. Un barcone con 400 persone è stato respinto dall'Indonesia e rispedito verso la Malaysia, secondo le autorità locali dopo che i migranti sono stati riforniti di provviste.Negli ultimi tre anni, oltre centomila Rohingya sono fuggiti dalla Birmania a bordo di barconi gestiti da trafficanti senza scrupoli, in fuga dalle violenze della maggioranza buddista e lasciando spesso alle spalle famiglie che vivono in squallidi campi di sfollati. Se la loro destinazione preferita è la musulmana Malaysia, molti di essi approdano in Thailandia, dove vengono tenuti prigionieri - si sospetta con la complicità delle autorità locali - fino al pagamento di un riscatto. Secondo l'Onu, al momento fino a seimila Rohingya e bengalesi potrebbero essere in viaggio o prigioniere su barconi nel Mar delle Andamane.