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L'Onu. Nel 2021 arruolati nel mondo 6mila bambini soldato. Somalia in testa

Luciano Bertozzi venerdì 10 febbraio 2023

Nel 2021 oltre seimila minori, alcuni anche di soli sei anni, sono stati arruolati ed utilizzati nelle guerre; lo ricorda l'Istituto di Ricerche Archivio Disarmo di Roma a ridosso del 12 febbraio, giorno che l'Onu dedica alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica contro l'uso dei minori nei conflitti.

Per tanti bambini l'infanzia si è trasformata in un incubo: migliaia di piccoli nella più tenera età sono costretti a combattere. Sottratti con la forza dalle scuole e dai propri villaggi e arruolati nelle milizie e negli eserciti regolari. Anche le ragazzine non sono esenti: visto che sfuggono più facilmente ai controlli sono impiegate come bombe umane, ad esempio da Boko Haram in Nigeria, oppure come schiave sessuali dei guerriglieri. Non solo, l'utilizzo delle femmine è in costante crescita ed in alcune parti dell'Africa subsahariana, secondo l'Unicef, raggiunge il 40% .

I Paesi più interessati, secondo un rapporto del Segretario Generale Onu, sono: Afghanistan, Colombia, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Iraq, Mali, Nigeria, Sudan, Sudan del Sud, Somalia, Siria, Yemen, Myanmar, in cui decine di milizie ma anche eserciti regolari utilizzano i piccoli soldati.

Una novità è la grande crescita del fenomeno: in Mali, in cui i casi sono più che raddoppiati e sono diventati circa mille e in altri Paesi sahariani. La Somalia si conferma, secondo le Nazioni Unite, nel 2021 fra i Paesi più interessati con 1.200 ragazzini, per lo più rapiti da Al Shabab, ma anche Esercito e polizia li hanno utilizzati in quasi 200 casi. Nello Yemen, sempre secondo l'ONU, quasi 2.000 bambini tra i 10 e i 17 anni, reclutati dai ribelli Houthi, sono morti combattendo tra gennaio 2020 e maggio 2021. Un altro caso emblematico è rappresentato dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC) in cui molte centinaia sono stati reclutati e utilizzati da decine di milizie, ma tanti baby soldato smobilitati sono poi ritornati a combattere. Nelle guerre in corso milizie ed eserciti fanno anche largo uso degli stupri, ad esempio nella RDC, Somalia, Repubblica Centrafricana, Somalia, Sudan e Sud Sudan.

I conflitti hanno distrutto anche scuole ed ospedali, condannando questi Paesi al sottosviluppo, negando a migliaia di alunni e di malati diritti fondamentali. Nel 2021 questi attacchi sono stati centinaia, di cui circa trecento in soli tre Paesi: RDC, Mali e Somalia.

Il primo passo per contrastare la drammatica situazione dovrebbe essere la smobilitazione di questi piccoli innocenti; ma è anche indispensabile punire questi orrendi crimini. Il Tribunale Penale Internazionale, che considera l’arruolamento di minori di 15 anni come un crimine di guerra ha condannato alcuni responsabili, ma molto rimane da fare per restituire giustizia alle vittime.