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IRAQ. Kirkuk, autobomba contro chiesa cattolica

martedì 2 agosto 2011
Sono almeno 23 le persone, tra le quali alcuni bambini, rimaste ferite oggi nell'esplosione di un'autobomba parcheggiata vicino ad una chiesa siro-cattolica a Kirkuk, nel nord dell'Iraq. L'esplosione ha danneggiato la chiesa e alcuni altri edifici vicini. Il veicolo era stato parcheggiato tra la chiesa e gli uffici del catasto locale. La maggior parte dei feriti, secondo fonti di polizia dell'ospedale Aljomhuri, sono impiegati del catasto. Le forze di sicurezza locali hanno inoltre trovato e disinnescato altre due auto cariche di esplosivi parcheggiate fuori da altrettante chiese.Kirkuk conta una popolazione di circa 600mila persone, di cui diecimila cristiani. Prima della caduta del regime di Saddam Hussein i cristiani erano 50mila.L'ARCIVESCOVO SAKO: SPERIAMO SIA L'ULTIMO ATTO DI VIOLENZA"Domenica ho portato tanti medicinali negli ospedali della città ed ho scritto una lettera, dicendo che questo è un mese di preghiera, un mese di digiuno, un mese di conversione… Speriamo che questo sia l'ultimo atto di violenza!". Lo sottolinea, in un'intervista alla Radio Vaticana, l'arcivescovo di Kirkuk, mons. Louis Sako, commentando l'esplosione di un'autobomba nei pressi della chiesa siro-cattolica della "Sacra Famiglia" a Kirkuk, che ha provocato una ventina di feriti."Alle 5.30 di stamani - testimonia mons. Sako - è esplosa un'autobomba accanto al muro della chiesa. Fra la chiesa e le case non c'è molta distanza… Tante case sono state distrutte e molte macchine sono state bruciate. Ci sono feriti... Sono andato a vedere la chiesa e a visitare i feriti nell'ospedale: i feriti sono cristiani e musulmani. È una cosa bruttissima"."Il Ramadan - prosegue - è un mese sacro per i nostri fratelli musulmani. È peccato uccidere persone innocenti specie durante questo mese e allora perchè lo fanno? Non si sa! Ci sono altre maniere: se hanno delle richieste o dei diritti da rivendicare, ci sono altri modi oltre alle bombe e alle esplosioni!".