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Palestina . Attivista italiano ferito in Cisgiordania

venerdì 28 novembre 2014
​​Un attivista italiano è rimasto ferito dal fuoco di soldati israeliani durante una manifestazione a Kafr Qaddum, una cittadina palestinese nella zona settentrionale della Cisgiordania. Il giovane è "in condizioni stabili ed è fuori pericolo", ha fatto sapere la Farnesina, che tramite il consolato generale d'Italia a Gerusalemme si è già attivata per fornire tutta l'assistenza necessaria. Patrick Corsi, questo il nome del 30enne attivista italiano membro dell'International Solidarity movement, un movimento di solidarietà con i palestinesi, è stato ferito da diversi colpi allo stomaco e al petto. Nel villaggio, situato a 13 km da Nablus, si stava svolgendo la manifestazione di protesta di ogni venerdì contro l'occupazione israeliana. "Sparare munizioni vere all'indirizzo della parte superiore del corpo dei manifestanti è destinato a colpirli ed è un deliberato tentativo di omicidio", ha denunciato il ministrro della Sanità palestinese, Jawad Awwad, "Israele non fa differenza tra arrivisti umanitari stranieri, palestinesi o anche giornalisti". Secondo la Maan, l'italiano è stato ricoverato all'ospedale Rafidia di Nablus. L'esercito israeliano invece per ora non ha rilasciato commenti. A Kafr Qaddum si tengono ogni venerdì manifestazioni contro la chiusura della principale strada di collegamento tra il villaggio e la città più vicina, Nablus, appunto, e comunque più in generale per richiamare l'attenzione contro l'occupazione israeliana. La tema di uno Stato palestinese è stato oggi al centro di un dibattito nel Parlamento francese. Nella frustrazione generale per lo stallo del processo di pace in Medio Oriente, i deputati francesi (sulla scia dei colleghi spagnoli e britannici e della decisione del governo svedese), si apprestano a votare una risoluzione simbolica per chiedere al governo che riconosca lo Stato della Palestina. La risoluzione, proposta dai deputati della maggioranza socialista, sarà votata il 2 dicembre. Ma intanto dinanzi all'Assemblea nazionale, il ministro degli Esteri, Laurent Fabius, ha chiesto che si risolva il conflitto nell'arco di due anni. "Alle Nazioni Unite lavoriamo con i nostri alleati per adottare una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che riattivi e concluda i negoziati" entro due anni. Parole che cadono in un momento in cui i palestinesi si apprestano a chiedere all'Onu la fine dell'occupazione israeliana nel 2016. Fabius ha aggiunto anche che la Francia vuole ospitare una conferenza internazionale sul conflitto, ma non ha precisato nè data nè partecipanti.