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NEW YORK. Il fallito attentato a Times Square: ergastolo per il pachistano Shazad

martedì 5 ottobre 2010
«Preparatevi, perché la guerra contro i musulmani è appena iniziata. La sconfitta degli Stati Uniti è imminente»: a proferire le parole di minaccia è stato Faisal Shahzad, un americano di origini pachistane di 31 anni, oggi a New York poco dopo essere stato condannato all'ergastolo per l'attentato mancato a Times Square, il primo maggio.Subito dopo la pronuncia della sentenza da parte del giudice, che ha detto «La condanno all'ergastolo», Shazad ha risposto affermando «Allah Akhbar», dio è grande. Shahzad, che negli interrogatori ha confessato di aver voluto uccidere almeno 40 persone e che stava progettando un secondo attentato, è stato catturato due giorni dopo l'attentato mentre era a bordo di un aereo sul punto di decollare da New York alla volta del Medio Oriente. Poi ha accettato di collaborare con la polizia. Shahzad ha parcheggiato la sera del primo maggio il suo camioncino carico di esplosivo nella centralissima Times Square, dove c'erano come di consueto migliaia di turisti. Un venditore ambulante ha notato del fumo provenire dalla vettura e ha chiamato la polizia. La vettura non è saltata in aria anche perché la miscela esplosiva non era stata dosata in maniera giusta.Durante una delle udienze, alla domanda del giudice se fosse davvero sicuro di volersi proclamare colpevole, Shahzad ha risposto di volersi «dichiararsi colpevole una e cento volte ancora». Se gli Stati Uniti «non se ne andranno dall'Iraq, dall'Afghanistan, dalla Somalia e non smetteranno di interferire nei Paesi musulmani, noi li attaccheremo ancora», aveva poi aggiunto minaccioso.L'uomo si era recato nel 2009 in Pakistan, nella regione del Waziristan, dove era stato addestrato all'uso degli esplosivi in un accampamento dei talebani. All'inizio del 2010 Shahzad aveva ricevuto, sempre dal Pakistan, una somma di 12mila dollari, serviti tra l'altro per acquistare in contanti la vettura di Times Square.