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Il fatto. Dolore e tensione, Israele sotto choc

martedì 18 novembre 2014
Torna il terrore a Gerusalemme: due palestinesi hanno fatto irruzione in una sinagoga nel sobborgo di Har Nof con armi da fuoco e mannaie uccidendo 4 israeliani e ferendone altri 7, di cui due sono in condizioni critiche. In serata è poi morto uno dei due poliziotti. I terroristi, i due cugini Rassan e Adi Abu al-Jamal del quartiere Jabel Mukaber di Gerusalemme Est, sono stati uccisi dalla sicurezza. Tra le vittime, in tre hanno cittadinanza americana - il rabbino Moshe Twersky, a capo della yeshiva Torat Moshe, il rabbino Kalman Zee Levine e Aryeh Kupinsky - mentre la quarta è britannica, il rabbino 43enne Avraham Shmuel Goldberg. Immediata la reazione del premier Benjamin Netanyahu che ha promesso di "rispondere duramente". Come prima misura, nel corso della riunione del gabinetto di sicurezza, il premier ha ordinato la demolizione delle abitazioni dei due attentatori. Israele reagirà "con mano pesante a questo brutale assassinio di ebrei", aveva avvertito in mattinata, definendo l'attacco "il diretto risultato dell'incitamento di Hamas e Abu Mazen, che la comunità internazionale irresponsabilmente ignora".  Le immagini della strage hanno destato profondo turbamento in Israele, anche perchè ogni vittima era ancora avvolta nel proprio 'talled', il manto rituale delle preghiere ebraiche.Secondo quanto riportano i media, alcuni dei fedeli ebrei feritinell'attacco sono in gravissime condizioni. Non è chiaro ancorase l'aggressione sia avvenuta con armi da fuoco oppure con ascee coltelli, ma secondo un portavoce militare testimoni sul postoparlano di "scena terrificante".Una responsabilità subito rivendicata da Hamas come rappresaglia alla tensione sulla Spianata delle Moschee e alla morte ieri dell'autista palestinese di una ditta di autobus israeliana. Poco dopo, insieme agli elogi della Jihad Islamica, è arrivata anche la rivendicazione del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina (Fplp), secondo cui a compiere l'attentato sono stati due suoi membri. Le radio palestinesi hanno descritto gli assalitori come "martiri". In segno di giubilo per l'attentato avvenuto oggi in una sinagoga di Gerusalemme, attivisti di Hamas hanno distribuito dolciumi ai passanti nelle strade di Gaza (le immagini, riprese dalle reti sociali palestinesi, sono state rilanciate su Twitter dal portavoce militare israeliano). Da parte sua, Abu Mazen ha condannato "l'uccisione di fedeli in una sinagoga", ma allo steso tempo ha chiesto che Gerusalemme "ponga fine alle incursioni alla Spianata delle Moschee, alle provocazioni da parte dei coloni e all'incitamento (alla violenza) da parte di alcuni ministri del governo israeliano". Un coro unanime di condanna e cordoglio è stato espresso dalla comunità internazionale, a cominciare dal segretario di Stato americano, John Kerry, che ha parlato di "atto di puro terrore". La "più ferma condanna per l'ignobile attacco armato di gravità inaudita" è stata pronunciata anche dal ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, e l'Alto rappresentante Ue per la Politica estera, Federica Mogherini, ha esortato a condannare l'attacco "in tutti i modi", facendo appello ai leader della regione "perchè lavorino insieme e facciano il possibile per calmare la situazione ed evitare ulteriori escalation". Quello odierno è solo l'ultimo di una serie di attentati contro gli israeliani che nelle ultime settimane hanno provocato la morte di almeno 4 persone, tra cui una neonata di tre mesi. Opera di "lupi solitari" che hanno colpito, investendo i passanti con le auto o attaccandoli con il coltello. Ma per il presidente israeliano, Reuven Rivlin, ormai si deve parlare di una "campagna deliberata e non di una serie casuale di eventi".