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Brexit. Anche Milano tra le 19 città candidate per l'Ema

Silvia Guzzetti martedì 1 agosto 2017

La City di Londra (Epa)

È una dura competizione ma Milano e l’Italia ce la possono fare a vincere una sfida importante per contare di più in Europa. La capitale lombarda ha, infatti, presentato la propria candidatura per diventare sede dell’Ema, l’Agenzia Europea del Farmaco, che deve lasciare Londra a causa della Brexit.

Sono in 19 le capitali che si contendono il prestigioso ruolo di ospitante, Amsterdam, Atene, Barcellona, Bonn, Bratislava, Bruxelles, Bucarest, Copenaghen, Dublino, Helsinki, Lilla, Porto, Sofia, Stoccolma, Malta, Vienna, Varsavia e Zagabria.

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha messo un punto di domanda sul fatto che la capitale della Slovacchia possa essere una seria candidata. "Quando vediamo la partecipazione di quel Paese a certe logiche sull'immigrazione, è qualcosa a mio giudizio inaccettabile", ha detto Sala. La Slovacchia appartiene, infatti, al gruppo di Visegrad, un'alleanza per la cooperazione fra Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, che ha preso, di recente, posizioni molto dure contro l'accoglienza dei migranti sbarcati in Italia.

Già il presidente lombardo Roberto Maroni, nei giorni scorsi, aveva ipotizzato il rischio di un accordo politico tra il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron al fine di favorire, nella gara, proprio la capitale slovacca.

L’Agenzia Europea del Farmaco è nata, negli anni ’90, per uniformare i criteri con cui approvare i nuovi farmaci. Prima della sua costituzione, ogni singolo Paese membro dell’Europa obbligava le proprie industrie farmaceutiche a produrre la documentazione per un nuovo farmaco singolarmente per ogni Paese. L’avvento dell’Ema ha permesso di unificare l’approvazione per commercializzarei farmaci in tutti e 28 i Paesi europei. L’agenzia europea del farmaco potrebbe essere ospitata, a Milano, nell’ ex-area dell’Expo e si integrerebbe molto bene con le facoltà scientifiche degli atenei di Milano e altri centri di ricerca. Sarebbe un’occasione importante per aumentare l’occupazione della capitale lombarda visto che non tutto il personale potrà trasferirsi da Londra.