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Campagna Amref. Mutilazioni genitali, 363 giovani masai dicono no

Cinzia Arena martedì 23 agosto 2016

Sono diventate adulte senza passare dall'orrenda pratica della mutilazione genitale, e sono state benedette dagli anziani del vilIaggio. Sono 363 le ragazze masai che quest'anno, attraverso i Riti di passaggio alternativi Amref, hanno scelto di entrare nel mondo delle donne senza subire il taglio, come avviene alla maggior parte delle loro coetanee.

Una cerimonia ai piedi del Kilimangiaro ha sancito questo cambio di tradizione, sottolineato dalla benedizione degli anziani e dall'investitura di 137 ragazzi che avranno il ruolo di ambasciatori presso i coetanei. Dovranno spiegare ai ragazzi i danni che questa pratica provoca dal punto di vista sociale e della salute e difendere le ragazze dall'esclusione, legata al fatto che i guerrieri masai sposano solo le giovani che si sono sottoposte alla mutilazione.

Ogni anno in Kenya 100.000 bambine subiscono le mutilazioni genitali. Più del 20 per cento delle donne (circa 2,5 milioni) hanno subito il taglio, secondo il Kenya Demographic Health Survey (2014). E questo nonostante i rischi documentati delle mutilazioni: decessi derivanti da un eccessivo sanguinamento, traumi psicologici, l'hiv derivante dalla condivisione delle lame non sterilizzati e complicazioni durante il parto.

Dal 2009 Amref sostiene i Riti di passaggio alternativi nelle comunità delle contee di Kajiado e Samburu. Riti che hanno l'obiettivo di tenere lontane le ragazze da mutilazioni genitali e matrimoni precoci, e che sono forti incentivi nella lotta all`abbandono scolastico e nella prevenzione di complicazioni. Attraverso questo programma sono state 10.500 le ragazze salvate.