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Siria. Restituita ai fedeli dopo 8 anni la cattedrale maronita di Aleppo

mercoledì 22 luglio 2020

La cattedrale Maronita di Aleppo, in Siria, riaperta dopo 8 anni

Privata del culto e della presenza dei fedeli da otto anni, ha riaperto in Siria la cattedrale maronita di Aleppo intitolata a Sant'Elia, edificata nel 1873 nel quartiere Al Jdeydeh. Questo è stato possibile grazie alla solidarietà soprattutto della fondazione pontificia “Aiuto alla Chiesa che soffre” tra i maggiori finanziatori.

«Un segno di speranza e di rinascita non solo materiale ma dell’intera comunità, nonostante i numeri dei cristiani qui vadano ancora riducendosi, a causa della povertà, legata alle sanzioni che gravano sulla popolazione inerme», sottolinea l’arcivescovo maronita di Aleppo, monsignor Joseph Tobij.

Costruita nel 1873 nel quartiere Al Jdeydeh, l’edificio aveva subito gravi danni nel 2013 per mano di un gruppo di jihadisti il cui scopo era distruggere ogni segno della cristianità nel Paese.

“La principale difficoltà della riedificazione è stata il reperimento dei fondi, che è stato agevolato e sostenuto da Aiuto alla Chiesa che Soffre. La ricostruzione del tetto di legno, esattamente come quello originale, è stata un’altra sfida. Mancavamo di competenze locali in questo settore, per cui abbiamo chiesto ad architetti italiani di disegnare il progetto del tetto di legno”, spiega monsignor Tobij che ringrazia Acs e tutti donatori che hanno permesso la realizzazione del progetto: “Senza l’aiuto di Acs e la generosità dei benefattori non saremmo stati in grado di pregare ancora e diffondere speranza nei cuori dei fedeli attraverso la ricostruzione della cattedrale”.

Secondo fonti della fondazione pontificia, infatti, i cristiani della capitale siriana sono oggi appena 30mila, contro i 180mila prima della guerra scoppiata nel 2011.