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Siria. Padre Ibrahim: così si muore sotto i bombardamenti di Aleppo

lunedì 8 febbraio 2016

​"Siamo scoraggiati, le nuove bombe distruggono quello che avevamo appena riparato". Padre Ibrahim Alsabagh ha inviato domenica una lunga lettera da Aleppo al Giornale del popolo di Lugano, in cui racconta come si vive da quando, all'inizio di febbraio, l'esercito siriano ha iniziato l'offensiva per riprendersi la città. Evento bellico che ha risospinto alla fuga migliaia di persone, che ora attendono che la Turchia apra le sue frontiere per mettersi in salvo.

I bombardamenti di questi giorni (Lapresse)I jihadisti - racconta padre Ibrahim, nella notte tra il 3 e il 4 febbraio  hanno lanciato due missili nel quartiere cristiano di Soulaymanieh-Ram, dove i frati hanno una succursale. Ci sono stati due morti e diversi feriti, il tetto delle aule di catechismo è stato parzialmente distrutto, la statua della Madonna è andata in mille pezzi, mentre la chiesa è intatta. Un grave danno per la comunità che accoglie profughi e dà aiuto a centinaia di famiglie sfollate.

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La notte dopo, stesso copione nell'altro quartiere cristiano, Midaan, con la distruzione totale di case e gli abitanti in preda al terrore. Anche lì, morti e feriti sotto le macerie.

Noi però non ci arrendiamo - conclude padre Ibrahim - siamo tribolati ma non schiacciati". I francescani hanno distribuito cibo di emergenza alle famiglie e hanno iniziato a riparare, "cominciando dalle porte e dalle finestre". Rimane il problema dell'acqua: da 10 giorni gli abitanti ne sono privi.Noi però non ci arrendiamo - conclude padre Ibrahim - siamo tribolati ma non schiacciati". I francescani hanno distribuito cibo di emergenza alle famiglie e hanno iniziato a riparare, "cominciando dalle porte e dalle finestre". Rimane il problema dell'acqua: da 10 giorni gli abitanti ne sono privi.