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Il conflitto in Siria. Foto da Aleppo, città fantasma

Anna Maria Brogi giovedì 5 maggio 2016
Non si combatte più ad Aleppo. La seconda città siriana si è svegliata questa mattina con una calma relativa dopo l'entrata in vigore all'1 di notte (mezzanotte in Italia) del cessate il fuoco di 48 ore concordato ieri sera in extremis tra i ribelli e il regime del presidente Bashar al Assad, grazie alla mediazione di Usa, Russia e Onu. La popolazione è tornata nelle strade e alcuni negozi hanno riaperto. La città è ridotta in macerie, dopo i massicci bombardamenti degli ultimi giorni da parta dell'aviazione russa e siriana sui quartieri orientali in mano ai ribelli e i numerosi lanci di razzi da parte dell'Els (Esercito libero siriano) contro le aree residenziali occidentali rimaste sotto il controllo del governo.Nelle foto Aleppo appare oggi una città fantasma, bianca di polvere e di macerie, quasi svuotata dei suoi abitanti. All'inizio della guerra, nel 2011, contava oltre 2 milioni di persone. Oggi la parte occidentale ne ospita un milione, quella orientale tra i 250 e i 300mila. Solo nei combattimenti dell'ultima settimana, i più cruenti, sono rimasti uccisi 270 civili.
ALEPPO, DOMANDE E RISPOSTE Dove si trova Aleppo? Nel nordest della Siria, circa 50 chilometri a sud del confine con la Turchia. Dista un centinaio di chilometri dal mar Mediterraneo, a ovest, e altrettanti dal fiume Eufrate, a est. A che cosa è dovuta la sua importanza storica?Al suo ruolo di snodo commerciale tra Oriente e Occidente. Ne sono (o ne erano) testimoni il suk coperto e la cittadella del XIII secolo, tra i motivi dell'inserimento della Città Vecchia nel patrimonio Unesco. All'inizio del conflitto Aleppo era la seconda città della Siria per dimensioni e contendeva il primato alla capitale Damasco per importanza economica. Quali sono le tappe principali della sua storia?Fondata all'inizio del II millennio avanti Cristo, fu un centro della resistenza islamica ai crociati che la assediarono inutilmente nel XII secolo. Nel 1260 fu conquistata dai mongoli. Successivamente fu dominata dal sultanato mamelucco d'Egitto e, nel 1516, fu inglobata nell'impero ottomano. Fu allora che si affermò come uno dei principali mercati del Vicino Oriente. Quando sono cominciati gli scontri? Nel febbraio 2012, a un anno dallo scoppio della guerra civile, quando miliziani filo-Assad uccisero una decina di dimostranti che invocavano democrazia. Nel luglio 2012 i ribelli dell'Els (Esercito libero siriano) avevano conquistato i quartieri orientali. A quel punto l'esercito di Damasco concentrò i suoi sforzi su Aleppo. Da chi è controllata oggi Aleppo?I quartieri orientali sono in mano a gruppi ribelli, che riceverebbero aiuti da oltre frontiera turca: il principale è l'Esercito libero siriano, che ha accettato la tregua, ma ci sarebbero anche fronti filo al-Qaeda. I distretti occidentali restano controllati dal governo. Quanti sono i cristiani rimasti, e quanti sono fuggiti?Cinque anni fa c'erano 150mila cristiani. Aleppo era la città con il maggior numero di cristiani in Siria: cattolici, ortodossi e protestanti, arabofoni e armenofoni. Aveva 6 vescovi cattolici. Ora ne sono rimasti forse 40 o 50mila.