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ALABAMA. Finita l'odissea di Ethan Il bimbo è sano e salvo

martedì 5 febbraio 2013
​Dopo sette lunghissimi giorni, si è conclusa questa sera con un blitz dell'Fbi l'odissea del piccolo Ethan, il bimbo di cinque anni sequestrato su uno scuolabus in Alabama da un veterano della guerra del Vietnam, che lo ha poi tenuto in ostaggio in un bunker sotterraneo. Il suo aguzzino è morto, mentre lui, sano e salvo, è finalmente tornato tra le braccia dei suoi genitori. «Nelle ultime 24 ore, le trattative si erano deteriorate» e «il bimbo era in pericolo», anche per lo stato mentale del suo sequestratore, così gli agenti hanno deciso di passare all'azione: con un bliz sono entrati nel bunker, ha riferito un agente dell'Fbi, Steve Richardson, aggiungendo solo che «il soggetto è deceduto» e che il piccolo Ethan è stato ricoverato in ospedale per accertamenti, ma sta bene.  Il sequestratore, Jimmy Lee Dykes, 66 anni, era salito sullo scuolabus di Midland City, un piccolo centro di 2300 abitanti. «Ci ha detto che ci avrebbe uccisi tutti - ha raccontato Terrica Singletary, una ragazzina di 14 anni che era lì, assieme ad altri 20 bambini -. L'autista del bus gli ha detto più volte: “Per favore, scenda dal bus”, e lui ha ha risposto: “D'accordo, scendo”, e ha fatto il gesto di andarsene, ma poi si è girato, ha estratto una pistola, ha sparato all'autista, e ha preso Ethan». L'autista, Charles Albert Poland, 66 anni, è morto sul colpo. I suoi funerali si sono svolti ieri, non lontano dal bunker dove Dykes, teneva in ostaggio il piccolo Ethan. Jimmy Lee Dykes ha servito nell'aeronautica tra il 1964 e il 1969. All'epoca prese parte alla guerra del Vietnam, dove si guadagnò molte onorificenze. Dopo il servizio militare, si trasferì in Florida, dove lavorò per molti anni come camionista, per poi tornare nella sua terra d'origine, l'Alabama, circa un anno fa. Era un “survivalist”, ovvero un seguace di una setta di fanatici secondo cui il governo americano sta tramando ai danni dei cittadini, nascondendo loro che gli Stati Uniti sono alla vigilia di una catastrofe nucleare che provocherà scontri e violenze. Di fronte a questa apocalisse, affermano, si salverà solo chi si sarà preparatoper tempo. Per questo Dykes, nei mesi scorsi, giorno dopo giorno, si era costruito il bunker nel giardino di casa, accumulando armi, cibo e ogni materiale utile a sopravvivere da solo per più tempo possibile. l'Hostage Rescue Team (HRT), un reparto interno all'Fbi, aveva avviato una trattativa parlando attraverso un tubo digomma lungo alcuni metri, unica via di comunicazione con l'esterno del bunker, uno sgabuzzino di due metri per tre, dove c'era apparentemente anche una tv, motivo per cui l'Fbi aveva imposto nei giorni scorsi un silenzio stampa sulla vicenda.   Mercoledì Ethan compirà sei anni. E in America è già partita la corsa per mandargli gli auguri. Tantissime cartoline sono state recapitate al locale dipartimento di polizia. Con la conclusione della vicenda, con ogni probabilità ora ne arriveranno ancora molte di più.