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STRAGE NEGLI USA. Stati Uniti sotto choc Obama: evitare tragedie simili

sabato 15 dicembre 2012
​Notte di veglia a Newtown dopo il massacro alla Sandy Hook Elementary School nel quale sono morte 26 persone, tra cui 20 bambini, mentre il presidente Usa, Barack Obama, si rivolge agli americani invitandoli a «stringere i propri figli» e si impegna «per evitare altre tragedie come questa. Questo fine settimana io e Michelle facciamo quello che ogni genitore sta facendo, stare il più possibile vicini ai nostri figli e ricordare loro quanto li amiamo», ha detto Obama nel tradizionale messaggio del sabato.A Newton, intanto, è stata una notte di preghiere. Centinaia di persone hanno gremito la chiesa cattolica Saint Rose of Lima dove 26 candele, una per ogni vittima, sono state poste sull'altare. Intorno solo sguardi attoniti, ancora sotto shock, visi rigati di lacrime, tra loro anche i sopravvissuti, mentre si cerca di dare un significato a quanto accaduto poche ore prima. Ma una spiegazione non c'è.A quasi 24 ore dal massacro a Newtown cominciano ad emergere altri dettagli sulla dinamica e sull'autore della strage. Adam Lanza, 20 anni, che si è tolto la vita, è ritenuto responsabile dell'eccidio anche se tuttora manca ancora la conferma ufficiale della polizia. Per ore il principale sospettato è stato il fratello, Ryan, 24 anni, in quanto un suo documento è stato ritrovato sul cadavere di Adam. In base a quanto scrivono i media americani, Adam ha ucciso la madre, Nancy Lanza, nella loro abitazione a Newton, con una delle tre calibro 223 che erano in casa. Quindi, a bordo di un'auto, è andato nella scuola. Ad aprirgli la porta d'ingresso è stata la preside, Dawn Hochsprung, 47 anni, che lo ha riconosciuto,(la madre insegnava nella scuola), guardandolo sullo schermo dell'interfono. Tra l'altro, il nuovo sistema a circuito era stato appena installato. Il giovane, che era vestito di nero e aveva anche un giubbotto anti-proiettile, è entrato e ha iniziato a sparare mentre era ancora in corridoio. La preside, che era in riunione con la psicologa della scuola, Mary Sherlach, e altri membri dello staff, sono uscite dalla stanza incuranti del pericolo che potevano correre. La preside, tra l'altro, ha avuto la prontezza di accendere l'altoparlante per diffondere le urla e i pianti dei bambini e dare così l'allarme, probabilmente salvando altre vite. Poi, insieme alla psicologa, è caduta sotto i colpi del killer. La polizia ha confermato che lo sparatore ha aperto il fuoco in due aule della scuola. In tutto, raccontano testimoni, sono esplosi almeno 100 colpi. Adam, poi, si è tolto la vita.