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Afghanistan. Oggi a Roma si apre il G20. Gli Usa: «Sì agli aiuti ai civili»

Paolo M. Alfieri martedì 12 ottobre 2021

Sul G20 straordinario sull’Afghanistan, che si apre oggi presieduto dall’Italia e che punta ad affrontare la crisi scoppiata dopo la presa di Kabul da parte dei taleban, giungono le notizie dei colloqui in Qatar tra delegati degli Stati Uniti e formazione islamista. Mentre il Paese è alle prese con una grave emergenza umanitaria, e con le preoccupazione della comunità internazionale sulle violazioni dei diritti, il Dipartimento di Stato Usa sottolinea che «i taleban saranno giudicati per le loro azioni, non solo per le loro parole». I colloqui, tenutisi sabato e domenica, sono stati «franchi», ha sottolineato Washington: «La delegazione statunitense si è concentrata sulle preoccupazioni in materia di sicurezza e terrorismo e sul passaggio sicuro per i cittadini statunitensi, altri cittadini stranieri e i nostri partner afghani, nonché sui diritti umani, compresa la partecipazione significativa di donne e ragazze in tutti gli aspetti della società afghana», si legge in una nota, secondo la quale «le due parti hanno anche discusso della fornitura da parte degli Stati Uniti di una solida assistenza umanitaria, direttamente al popolo afghano».

In sostanza gli Stati Uniti, dopo il ritiro delle truppe a fine agosto, hanno accettato di fornire aiuti umanitari all’Afghanistan, sull’orlo di un disastro economico, rifiutandosi però di legarli ad un riconoscimento politico all’at- tuale governo dei taleban. Questi ultimi, che oggi incontreranno in Qatar una delegazione Ue, hanno commentato che i colloqui «sono andati bene». Si è trattato di «una grande opportunità », hanno commentato, augurandosi che simili incontri possano ripetersi in futuro. «Sono state discusse questioni politiche» e la «piena applicazione degli accordi di Doha», hanno aggiunto i taleban, secondo i quali «l’assistenza umanitaria non deve essere legata a questioni politiche».

Sulla crisi afghana è tornato ieri il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, secondo il quale «il ritorno dei taleban è una tragedia per il popolo afghano». «La crisi in Afghanistan non cambia la necessità per l’Europa e il Nord America di stare insieme nella Nato – ha sottolineato ancora Stoltenberg –. In effetti, la necessità dell’unità transatlantica è più grande ora di quanto non sia mai stata dalla fine della Guerra fredda». I lavori del G20 di oggi avranno inizio alle 13 in modalità virtuale, su iniziativa del presidente del Consiglio Mario Draghi. Ha assicurato la sua presenza in collegamento video anche il rappresentante speciale del presidente cinese Xi Jinping, Wang Yi, che è consigliere di Stato e ministro degli Esteri. Anche la Russia sarà rappresentata non dal suo presidente, Vladimir Putin, ma dal vice ministro degli Esteri.

Al centro dei lavori ci sarà soprattutto l’emergenza umanitaria, anche in vista dell’arrivo del freddo, e le sue conseguenze in termini di aumento dei flussi migratori, oltre alla lotta al terrorismo e alla libertà di movimento sicuro all’interno del Paese e oltre confine. Sul fronte terrorismo, l’obiettivo è evitare che l’Afghanistan torni a essere un santuario dei gruppi armati. Sul terreno la situazione delle sicurezza resta drammatica. Venerdì scorso un attentato suicida del Daesh ha fatto strage tra i fedeli di una moschea sciita di Kunduz, nel nord-est del Paese, con almeno 80 morti e oltre 100 feriti. Nei giorni precedenti un altro attacco suicida aveva preso di mira a Kabul il funerale della madre del portavoce taleban Zabihullah Mujaid. Anche in quell’occasione era arrivata la rivendicazione del ramo afghano del Daesh, la «provincia del Khorasan».