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La storia. «Ritrovato il bimbo affidato ai marine nella fuga da Kabul»

sabato 18 dicembre 2021

Le evacuazioni dei bambini afghani all'aeroporto Karzai di Kabul nell'agosto scorso

Potrebbe esserci presto un lieto fine nella storia del piccolo Sohail Ahmadi, il neonato afghano disperso da mesi dopo essere stato affidato dai genitori a un marine Usa all'aeroporto Hamid Karzai di Kabul durante il caotico ritiro dall'Afghanistan della scorsa estate. Secondo il Times, il bimbo è stato ritrovato e sta per essere riportato tra le braccia dei genitori, rifugiatisi nel frattempo negli Stati Uniti.
Il piccolo, che adesso ha sei mesi, sarebbe ora al sicuro dopo essere anche scampato a un tentativo di sequestro. Di lui si è preso cura in questi mesi un tassista di Kabul, riferisce il quotidiano londinese. Al momento, non ci sono però conferme ufficiali sull'identità del piccolo.
I genitori, Mirza Ali Ahmadi e sua moglie Suraya, 35 e 32 anni, da mesi lanciano appelli nella speranza di ritrovarlo. Della vicenda si è occupata a lungo l'ong Afghan Refugee Relief, che una ventina di giorni fa aveva parlato di una "pista molto credibile" di cui era venuta a conoscenza, spiegando di aver informato le "autorità competenti".
I coniugi Ahmadi erano all'aeroporto di Kabul il 19 agosto per cercare di lasciare l'Afghanistan dopo l'arrivo al potere dei talebani. Travolti dalla calca davanti ai cancelli dell'Abby Gate, insieme a migliaia di altre persone in attesa di entrare nello scalo, avevano affidato il loro neonato a un militare americano nel timore che rimanesse schiacciato dalla folla, pensando che sarebbero presto arrivati all'ingresso per riprenderlo con loro. Ma da quel momento del piccolo non avevano avuto più notizie. La coppia era stata poi evacuata con gli altri figli di 17, 9, 6 e 3 anni, giungendo a Fort Bliss, in Texas, dopo un lungo viaggio con tappe prima in Qatar e poi in Germania.
Anche dopo il caos iniziale, e nonostante le restrizioni alle frontiere, non si è mai fermata la fuga dall'Afghanistan, dove secondo l'Onu si sta consumando "uno dei peggiori disastri umanitari al mondo", che rischia di aggravarsi ulteriormente con l'arrivo dell'inverno. Da agosto, almeno 290mila persone si sono rifugiate in Pakistan. E molte altre potrebbero cercare di lasciare il Paese nelle prossime settimane, dopo che le autorità talebane hanno annunciato da domani la ripresa del servizio di rilascio di passaporti in tre regioni del Paese, compresa Kabul, che era sospeso da agosto, a parte un tentativo di ripristino a ottobre, interrotto dopo pochi giorni per "problemi tecnici" legati al grande afflusso di richieste. "I dispositivi biometrici sono stati riparati", ha assicurato oggi il responsabile dell'ufficio, Alam Gul Haqqani, precisando che i passaporti saranno inizialmente rilasciati a coloro che avevano già fatto domanda, mentre le nuove richieste verranno accettate solo dal dieci gennaio.
La decisione dei sedicenti studenti coranici arriva dopo le forti pressioni della comunità internazionale, cui i talebani continuano a chiedere il ripristino degli aiuti e lo sblocco degli oltre 9 miliardi di dollari della Banca centrale di Kabul congelati all'estero.

Il blitz dei veterani

Un blitz condotto poche ore fa ha consentito invece a un gruppo di veterani di guerra americani di evacuare clandestinamente 47 persone da Kabul per portarle negli Stati Uniti. L'operazione, che ha interessato cittadini statunitensi e afghani, è stata condotta dal gruppo Project Dynamo di Tampa (Florida) secondo quanto riportato dal portale TampaBay News. Tra gli evacuati anche un bimbo di 11 mesi.

Un volo Usa con gli stranieri in fuga da Kabul a bordo - Ansa

Le 47 persone sono state condotte in un rifugio nei pressi della capitale afghana per essere vaccinate contro il Covid, poi sono state imbarcate su tre voli diretti a New York, con presumibile scalo in un aeroporto non specificato. Non è noto quali velivoli siano stati impiegati per il trasporto nè se abbiano ricevuto qualche tipo di appoggio dalle forze Usa, per esempio l'autorizzazione ad atterrare in una base militare, ma l'articolo assicura che il Dipartimento di Stato è al corrente dell'operazione e ha agevolato la documentazione necessaria.
Project Dynamo è un raggruppamento di veterani il cui scopo è mettere a disposizione vie di fuga agli afghani che hanno collaborato con le truppe statunitensi. Afferma di aver evacuato dal Paese già più di melle persone da quando gli Usa hanno abbandonato l'Afghanistan a fine agosto scorso.