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KABUL. Afghanistan, creazione di milizie locali per proteggere i villaggi

mercoledì 18 agosto 2010
Il governo afghano assumerà presto 10mila agenti di polizia locale da impiegare al fianco della polizia nazionale. Lo ha annunciato il ministero dell'Interno di Kabul, all'indomani del decreto firmato dal presidente Hamid Karzai che impone la chiusura delle agenzie di sicurezza private, sia nazionali che straniere, entro quattro mesi, nel quadro dell'ambizioso piano del governo per assumere la responsabilità totale della sicurezza nel Paese dal 2014. «Questi agenti saranno addestrati dal ministero dell'Interno e lavoreranno per esso», ha affermato il vice responsabile alla Sicurezza del Paese, il generale Munir Muhammad Mangal, citato dal sito web dell'emittente "Tolo". Mangal ha inoltre precisato che la nuova forza avrà divise diverse da quelle della polizia nazionale e stipendi più bassi. Il suo compito, tuttavia, non si discosterà molto da quello degli agenti della polizia nazionale. Il provvedimento di Karzai è una mossa molto popolare perchè la maggior parte degli afghani non vede di buon occhio il lavoro dei contractor. Le milizie locali avranno il compito di difendere i villaggi contro gli insorti afghani, sul modello diquelle entrate in funzione in Iraq. Il programma, sostenuto dalle truppe Usa, è già in corso nelle provincie di Wardak (centro) e di Uruzgan (sud) che sono considerate roccaforti della rivolta talebana.A luglio il presidente Hamid Karzai e il comandante americano David Petraeus avevano raggiunto un accordo sulla creazione di una "forza di polizia locale" composta da abitanti dei villaggi incaricati della sicurezza dei centri abitati. LE CRITICHE DEGLI USAMolti esperti, tuttavia, ritengono che la decisione sia irrealistica e che il presidente per garantire l'ordine nel Paese sarà costretto a ritornare sui suoi passi. Funzionari americani hanno poi sottolineato come il divieto alle agenzie di sicurezza private a operare in Afghanistan potrebbe minare il lavoro per sviluppo e aiuti, visto che molte di queste agenzie fanno da guardia nei progetti occidentali in corso nel paese asiatico.  Le società, che contano su contratti per miliardi di dollari, danno lavoro ad almeno 40mila guardie armate, prevalentemente afghane ma anche straniere. Le guardie sono anche solite sorvegliare convogli, ambasciate ed altri interessi soprattutto occidentali.Karzai ha criticato a lungo queste agenzie, dicendo che hanno provocato incidenti terribili, ma la rapidità con cui il decreto è stato emesso ha colto molti di sorpresa e funzionari Usa in Afghanistan dicono che lo stanno ancora studiando. «Siamo preoccupati del fatto che ogni improvvisa azione per smantellare le agenzie di sicurezza possa avere conseguenze indesiderate, compreso un possibile posticipo degli sforzi di assistenza alla ricostruzione e allo sviluppo da parte americana», ha detto la portavoce dell'ambasciata Caitlin Hayden.L'INTERESSE DI MOSCAIl presidente russo, Dmitri Medvedev, ha esortato oggi ad una più stretta cooperazione con Afghanistan, Pakistan e Tagikistan, in occasione di un vertice con i presidenti di questi Paesi che si è tenuto oggi a Sochi, sul mar Nero. I quattro paesi, ha detto Medvedev, dovrebbero riprendere i progetti di cooperazione economica dell'era sovietica. Il presidente russo ha poi promesso al collega pachistano, Asif Ali Zardari, un aiuto per le vittime delle tragiche alluvioni che hanno provocato 20 milioni di profughi. «Soffriamo con con voi e promettiamo tutto l'aiuto possibile», ha detto Medvedev, sottolineando di voler anche rafforzare la cooperazione con il Pakistan nel contrasto al traffico di droga. Sono previsti anche progetti comuni nel campo dell'energia, l'industria metallurgica e le ferrovie.Secondo quanto riferito dl Cremlino, la Russia spera di firmare contratti con l'Afghanistan per la fornitura di elicotteri e propone la fornitura di pezzi di ricambio per quelli dell'era sovietica ancora in uso nel paese. Diversi osservatori ritengono che Mosca voglia rafforzare la sua presenza in Afghanistan, temendo che gli americani non abbiano la situazione sotto controllo. Ogni ipotesi di presenza militare è però esclusa dopo il ritiro dell'esercito sovietico nel 1980. Il vertice quadripartita di oggi, al quale hanno partecipato anche i presidenti afghano, Hamid Karzai e tagiko, Emomali Rahmon, è il secondo dopo quello che si è svolto l'anno scorso a Dushanbè, capitale del Tagikistan.