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La vita dopo il referendum. La vita ad Atene: tasche vuote, file infinite e mezzi pubblici gratis

martedì 7 luglio 2015
Aspettando l'esito delle trattative in Grecia si vive con il fiato sospeso, i soldi contati, l'economia ferma. Lunghe code ai bancomat, persino i pagamenti on-line sono stati bloccati. Dopo la festa composta per la vittoria del no, simbolo dell'orgoglio greco, la gente attende con ansia l'esito del negoziato di Bruxelles. Occhi puntati sulle Tv, nei caffè, nei ristoranti in pieno centro ad Atene, che trasmettono i notiziari all news; i tassisti ascoltano la radio ad alto volume per strada. È l'attesa per le novità che potrebbero arrivare da Bruxelles e Francoforte in merito ad un nuovo piano di aiuti per la Grecia. File ai bancomat. Intanto si allungano le file ai bancomat, presi d'assalto da quando nei giorni scorsi il governo ha posto un limite ai prelievi (60 euro al giorno): in coda giovani e anziani spaventati dall'idea che le banche possano non avere più liquidità nei prossimi giorni. Lunghe file alla casse automatiche degli istituti di credito sono composte anche dai turisti, soprattutto nei classici punti di ritrovo della capitale ellenica: "Da casa ci dicono che potrebbero non esserci più soldi - spiega una coppia di inglesi in fila - ma, a noi sembra che qui sia tutto normale. La città è bellissima ed i greci sono gentilissimi". Chiuse le banche sino a mercoledì, la paura è che il blocco possa continuare. Bloccato anche il servizio di pagamento online PayPal come riferisce la stampa locale. A casua delle decisioni delle autorità greche sul controllo dei capitali, il finanziamento del portafoglio PayPal da conti bancari ellenici, così come le transazioni transfrontaliere, i pagamenti da tutte le schede o conti bancari (greci) non sono al momento disponibili. Persi 40mila posti di lavoro. Nel corso dell'ultimo fine settimanain Grecia migliaia di lavoratori sono stati licenziati o sospesi fino a quando la situazione politica ed economica del Paese non sarà più chiara. Lo scrive la stampa greca. "Stimiamo che circa 40.000 persone se ne siano andate negli ultimi giorni da quando molti cantieri hanno chiuso i battenti provocando licenziamenti e sospensioni del personale", ha spiegato Zaccaria Athoussakis, presidente della Sate, l'agenzia che rappresenta le medie e grandi imprese di ingegneria civile. L'imposizione in Grecia dei controlli sui capitali ha dato undurissimo colpo ai progetti di edilizia pubblica, portandoall'eliminazione di molti posti di lavoro anche in siti che sinoa ieri erano normalmente in attività. Il motivo principale alla base di licenziamenti e sospensioni è che non c'è alcun modo di pagare i salari dei dipendenti. A questo punto, è sicuro che molti di questi posti di lavoro sono andati perduti in modo permanente, anche se i cantieririapriranno. Mezzi pubblici gratis ad Atene. Viaggiare sui mezzi di trasporto pubblico di Atene sarà gratuito ancora sino a venerdì. Lo riferiscono i media locali citando dichiarazioni del vice ministro dei trasporti Christos Spirtzis. La decisione riguarda la metropolitana, i tram e gli autobus ma non i treni suburbani e non si applica a tutte le altre città della Grecia, in cui i mezzi di trasporto sono gestiti da società private. I trasporti pubblici nella capitale sono gratuiti dallo scorso 29 giugno, giorno in cui il governo greco ha deciso la chiusura "per ferie" delle banche del Paese. Bollette della luce non pagate, azienda in crisi. Gli utenti della Ppc, l'azienda statale fornitrice di energia elettrica, hanno smesso di pagare le bollette creando una conseguente crisi di liquidità per la compagnia. Negli ultimi tempi gli introiti quotidiani sono diminuiti rapidamente e sono ormai vicini allo zero privando così la Ppc di circa 20 milioni di euro di ricavi al giorno.  Edilizia ferma al palo. L'intero settore edilizio della Grecia è disperatamente in attesa del riavvio delle transazioni bancarie e dell'economia dal momento che da quando nel Paese è entrato in vigore il controllo dei capitali tantissime aziende - in particolare le più deboli - sono in sofferenza a causa della crisi del credito. L'imposizione del controllo sui capitali è stata il colpo di grazia all'edilizia dopo che il governo ha smesso di fornire sussidi al settore dall'inizio dell'anno. Dalla scorsa settimana il rallentamento dei lavori nei cantieri è stato sorprendente soprattutto per l'incapacità delle imprese di ottenere i materiali necessari per proseguire l'attività. Al supermercato sociale di Syriza. La coda non è solo ai bancomat. Al supermecato sociale, lo spaccio gratuito che il partito del premier Syriza ha organizzato per aiutare chi ha perso il lavoro e non ce la fa ad arrivare a fine mese la gente è in coda da ore. Sugli scaffali ci sono cibo, detersivi, qualche prodotto di igiene personale; nei corridoi tanta gente in coda alle casse. Le persone in coda non hanno voglia di essere riprese: ci sono soprattutto anziani che arrivano a piedi portandosi una borsa della spesa e una tesserina in plastica che dà diritto a non pagare. "Apriamo due giorni a settimana: il martedì ed il giovedì. Questo è il primo supermercato che abbiamo realizzato, ma ce ne sono altri due nel paese", sottolinea con orgoglio il responsabile, Kristos. La folla aumenta. In pochi hanno voglia di parlare ma chi lo fa ha le idee precise sulla crisi e sul referendum: "Abbiamo fatto bene a votare per il No. Guardate come ci stanno riducendo. Eppure abbiamo dimostrato che noi greci non abbiamo paura", spiega una signora. La fila ricorda quella dei bancomat. Ecco, se si volesse descrivere con una parola la crisi in Grecia, la parola "fila" sarebbe perfetta. In fila anche alla mensa dei poveri. Sono immigrati, tossici e poveri che entrano a testa bassa nella Kyada, la mensa sociale allestita dal comune di Atene. Si preparano 500 pasti al giorno, tutti i giorni. Una zuppa in un piatto di plastica, frutta e acqua per sopportare il calore: questo offre il menu del giorno. Gli ospiti mangiano in un giardino sul retro con qualche panca per sedersi ed escono attraverso un'uscita secondaria in una stradina alle spalle della sede principale di Syriza. Piazza Omonia, con i caffè e ristoranti per i turisti, non è tanto distante. Ma questo è un quartiere povero: sui marciapiedi ci sono decine di tossicodipendenti. Alcuni escono dall'ambulatorio di Syriza. Anche questo è uno degli esempi del sistema di welfare che il partito di Alexis Tsipras ha messo su per sopperire ai tagli statali e che, probabilmente, ha contribuito all'exploit elettorale confermato dal referendum di domenica. Anche qui gente in fila e code.