Mondo

Caucaso. Georgia, in Abkazia prove di colpo di stato

mercoledì 28 maggio 2014
Venti di Maidan nell'autoproclamata repubblica dell'Abkazia, regione georgiana secessionista riconosciuta da Mosca, dove manifestanti dell'opposizione si sono impadroniti del palazzo presidenziale e della tv dopo una grossa manifestazione di protesta mercoledì a Sukumi. Per il presidente abkazo, Aleksandr Ankvad, è "tentato di colpo di Stato"."Non sono partito, sono in Abkazia", ha assicurato Ankvad, smentendo le voci di una fuga. "Le forze dell'ordine sono fedeli allo Stato e prendono tutte le misure per stabilizzare la situazione", ha aggiunto. Il parlamento locale, come ha riferito il suo presidente, Valeri Bganba, prevede una sessione speciale per discutere la situazione. Ma il leader dell'opposizione abkaza, Raul Khadzhimba, ha annunciato che il consiglio di coordinamento dell'opposizione "ha assunto temporaneamente il controllo della repubblica". "In Abkazia è iniziato il Maidan" titola nella sua versione on line il tabloid russo Komsomolskaia Pravda.Il caso dell'Abkazia potrebbe trasformarsi in un grattacapo per Putin. È vero che l'autoproclamata repubblica dell'Abkazia è in Georgia e non in Russia, ma Mosca l'ha riconosciuta dopo la guerra blitz del 2008 contro Tbilisi, assicurandone la sopravvivenza con il suo sostegno finanziario e militare. La contestazione dell'attuale leadership filorussa rischia quindi di mettere in discussione anche la politica del Cremlino in questa regione caucasica, sollevando l'interrogativo su quale sarà la sua reazione di fronte ai moti di piazza, finora non armati, e alle occupazioni.La protesta è legata al rilascio dei passaporto abkazi ai residenti dei distretti orientali, che non vogliono abbandonare la loro cittadinanza georgiana, cosa non prevista dalla legislazione locale. Ma la contestazione si è allargata alla crisi economica, con istanze per la formazione di un governo di unità nazionale e il trasferimento di diversi poteri da presidente al parlamento e all'esecutivo.