Mondo

La guerra all'Isis. 120 ulema sunniti scrivono al Califfo: «Sbagliata la sua visione di islam»

giovedì 25 settembre 2014
​Più di 120 ulema sunniti di tutti il mondo hanno denunciato, in una missiva inviata al 'califfo' Abu Bakr al Baghdadi, che il suo gruppo Stato Islamico viola i precetti dell'islam perché compie stragi e persecuzioni di altre comunità religiose. Nel testo, gli eruditi chiedono ad al Baghdadi di tornare sui suoi passi e gli ricordano che l'islam vieta di "uccidere gli innocenti, i diplomatici, i giornalisti e gli operatori umanitari".Basandosi sui versetti del Corano, gli ulema osservano che la religione non permette di "arrecare danno o maltrattare" i cristiani o qualsiasi altro rappresentante di fede monoteista, tra cui gli yazidi, una delle comunità che ha più patito le atrocità dell'Isis in Iraq. Quanto alla guerra santa, insistono che si tratta di una "guerra difensiva" che si può realizzare solo con "una causa, un proposito e norme di condotte corrette". Gli ulema segnalano inoltre che nell'islam "è proibito anche forzare alla conversione, negare i diritti a donne e bambini, torturare" e "attribuire atti diabolici a Dio".
La lettera definisce poi l'uccisione dei prigionieri come "crimini di guerra ignobili", riferendosi nello specifico al massacro di 1700 rapiti nella base militare di Camp Speicher a Tikrit il 20 giugno, ai 200 ostaggi nel gasdotto di Shàer a luglio, ai 700 rapiti della tribù Shàetat a Deir el-Zor (600 dei quali erano civili disarmati) e ai 250 nella base dell'aviazione di Tabqah ad Al-Raqqah ad agosto. Condannata come contraria all'islam anche l'uccisione dei giornalisti, tra cui gli americani James Foley e Steven Sotloff, e degli operatori umanitari, come il britannico David Haines. Riguardo all'uso e alla comprensione dei testi della religione islamica da parte dell'Isis, gli ulema ricordano che "non è ammesso citare un versetto, o parte di esso, senza considerare e comprendere ciò che l'intero Corano dice a proposito di quel punto. È un imperativo amalgamare tutti i testi il più possibile". Un passaggio della lettera è poi dedicato all'uccisione deliberata di bambini. "Nelle vostre scuole alcuni bambini vengono torturati e costretti con la forza a chiedere l'elemosina, mentre altri vengono giustiziati. Questi sono crimini contro innocenti così giovani da non potersi considerare moralmente responsabili" di un qualunque reato.
Il testo afferma inoltre che "per oltre un secolo, i musulmani e il mondo intero sono stati uniti nel vietare e punire la schiavitù. Voi avete violato questo principio. Avete preso le donne come vostren concubine e riportato alla luce conflitti e sedizione, corruzione e oscenità sulla terra. Avete resuscitato qualcosa che la Sharia aveva lavorato in modo instancabile per annullare".
Intanto, il presidente del Consiglio francese della fede islamica (Cfcm), Dalil Boubakeur, ha lanciato un appello ai musulmani per una manifestazione venerdì pomeriggio alla moschea di Parigi, esortando a riunirsi in un "momento di meditazione e solidarietà" contro la "barbara" esecuzione di Gourdel. La comunità islamica francese, la più grande d'Europa con 5 milioni di persone, ha reagito duramente all'assassinio dell'ostaggio francese, nonostante le tensioni di radicalizzazione che si registrano al suo interno. Sono diverse decine gli estremisti islamici che hanno lasciato la Francia per andare a combattere in Siria e Iraq al fianco dell'Isis, un fenomeno che le autorità cercano di monitorare nel timore delle conseguenze nefaste che questi possono avere una volta tornati in patria.