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Filantropia. La fondazione di Ubs arriva in Italia. E debutta dal mare

Pietro Saccò mercoledì 1 giugno 2022

La sede di Ubs, a Zurigo

«Tanti nostri clienti italiani manifestavano l’esigenza di un accompagnamento anche nella propria attività filantropica. È nata così la scelta di portare anche in Italia la nostra fondazione». Paolo Federici, Market Head di Ubs Gwm in Italia e membro del board della fondazione a livello europeo, spiega così il lancio italiano di Ubs Optimus Foundation, la fondazione filantropica avviata dal gruppo nel 2004.

I clienti di cui parla Federici sono persone con grandi patrimoni che vogliono usare parte delle loro risorse per generare un impatto positivo sulla società. Ubs ha sviluppato una competenza internazionale in questo campo e può proporre azioni filantropiche con l’approccio rigoroso tipico di una banca globale. «Ubs si fa carico dei costi di struttura: abbiamo 80 persone con background internazionale che si occupano di selezionare i progetti e monitorare i progressi – spiega Federici –. Tutti i dipendenti sono coinvolti, è una responsabilizzazione collettiva».

Paolo Federici - Ubs

I primi progetti proposti ai clienti italiani riguardano le emergenze. Da un lato il fondo Ukraine Relief, che sostiene organizzazioni che assistono i profughi ucraini (per ogni donazione dei clienti, Ubs offre una donazione equivalente fino a un massimo di 50 milioni di dollari di valore complessivo). Dall’altro il progetto Covax, per mettere a disposizione delle popolazioni dei Paesi poveri l’accesso a diagnosi, trattamenti e vaccini contro il Covid- 19 (in questo caso le donazioni saranno più che raddoppiate, con il contributo di Bill & Melinda Gates Foundation e Gavi Matching Fund).

L’idea però è non limitarsi alle emergenze, ma agire anche su obiettivi di medio-lungo termine. La Ubs Optimus Foundation si concentra su quattro aree: salute, istruzione, protezione dei bambini e ambiente. Riguarda proprio l’ambiente il primo progetto “non emergenziale” portato in Italia: attraverso l’organizzazione non governativa Blue Marine Foundation (Blue) la banca ha creato un piano di supporto per sette aree marine italiane protette (le Egadi e le Pelagie in Sicilia, Capo Carbonara, Asinara e Capo Caccia in Sardegna, Torre Guaceto in Puglia e infine il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano in Toscana).

La spiaggia di Torre Guaceto, una delle aree che saranno protette da Blue Marine Foundation con l'aiuto di Ubs Optimus Foundation - Flickr CC

L’obiettivo è raccogliere 600mila euro, necessari a garantire due anni di sostegno all’attività di tutela delle aree marine e del loro ecosistema. Presto arriveranno nuovi progetti. Ubs è aperta anche alle proposte dei clienti. Ubs Optimus Foundation è aperta a collaborare con fondazioni che già operano in Italia. «È un nostro modo di agire – dice ancora Federici –, direi quasi la norma. Non pensiamo di essere i più bravi, ma abbiamo un metodo collaudato che funziona e con il quale possiamo contribuire concretamente alle iniziative filantropiche sul territorio».