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Piccoli centri. Un van carico di imprese sociali: negli Appennini l'incubatore è mobile

Silvia Serafini lunedì 26 giugno 2023

L’Appennino Van, il camper che funge da «incubatore mobile» di progetti di formazione, rigenerazione urbana, ripopolamento e volontariato nei borghi dell’Appennino

È partito da Pennabilli, piccolo borgo dell’Appennino romagnolo, per poi attraversare le aree interne di Emilia, Marche, Umbria e Toscana. Un viaggio che percorre la spina dorsale d’Italia quello dell’“Appenino Van”, il camper che funge da “incubatore mobile” di microeconomie che ha lo scopo di diffondere idee e buone pratiche per favorire la nascita di nuove imprese sui territori. Alla guida c’è Andrea Zanzini, presidente di Appennino L’Hub, realtà che ha all’attivo diverse esperienze positive nell’ambito della riattivazione imprenditoriale nei piccoli centri.

«Abbiamo cominciato quattro anni fa dai borghi della Valmarecchia – spiega Zanzini – a San Leo, ad esempio, abbiamo accompagnato la nascita di una cooperativa composta da membri della comunità cittadina che ha preso in gestione lo storico forno del paese, che era chiuso da due anni: ora l’attività ha cinque giovani dipendenti e propone un’offerta alimentare rinnovata e sostenibile, ma sempre legata alla tradizione locale». Grazie al sostegno di Appennino l’Hub, queste piccole imprese vengono guidate in ogni fase del loro avvio: dall’accesso al credito alla progettazione per la partecipazione a bandi locali e nazionali, passando per lo sviluppo commerciale e la ricerca di finanziatori e di altre soluzioni economiche innovative. Tramite questa formula, l’incubatore è riuscito a sostenere progetti di formazione, rigenerazione urbana, ripopolamento e volontariato in diversi borghi dell’Appennino.

«Grazie a queste esperienze positive, hanno cominciato a chiamarci da varie parti d’Italia per chiedere il nostro aiuto», racconta Zanzini. «Ci siamo dunque resi conto che dovevamo spostarci, e abbiamo immaginato di poterlo fare con un camper», aggiunge. A quel punto è partita l’attività di crowdfunding, durata più di un anno, che ha permesso l’acquisto del mezzo e, da febbraio, l’ufficio mobile condivide il proprio know how con le realtà locali. «Andiamo dove c’è bisogno e ci confrontiamo con le comunità raccontando le nostre esperienze: questo stimola la curiosità e fa nascere la voglia di cominciare a ragionare per trovare soluzioni allo spopolamento, alle chiusure e all’abbandono», spiega Zanzini. «Contestualmente proponiamo un percorso a enti pubblici e cittadini per accedere a fondi e progettare dei business plan», aggiunge ancora. Un’attività che non può prescindere dalla conoscenza profonda di ogni realtà territoriale e delle sue caratteristiche. « Non siamo dei consulenti che arrivano e vanno via: il nostro obiettivo è quello di “stare” nei luoghi, conoscendo le persone, inserendoci nelle relazioni e comprendendo i bisogni di chi vive in queste zone», sostiene Zanzini. Da qui il concetto di “economie abitan-ti”, un modo per creare imprese che diventino una parte integrante e attiva della comunità. « L’impresa abitante è un’impresa che si prende cura del territorio nel quale nasce e si sviluppa, rispondendo alle aspirazioni di chi ci vive», afferma Zanzini. «Si tratta di un tipo d’impresa che fa leva sulle peculiarità, sulle risorse e sulle esperienze di un luogo per dar vita a qualcosa di innovativo – conclude –. Un modo per rendere possibile ai giovani e alle famiglie vivere nei territori e godere appieno di quello che hanno da offrire».