Economia

Economy of Francesco. Alex Wang lavora per una Cina sostenibile

Stefano Vecchia domenica 3 ottobre 2021

Alex Wang

Da Assisi a Pechino. Un ponte costruito sull’Economia di Francesco che per Alex Wang è diventato il tentativo di integrare valori cristiani e universali nelle iniziative globali a cui partecipa e nelle tendenze della nuova Cina. Wang è presidente di Youthink Center, uno dei principali think tank cinesi indirizzato ai giovani per evidenziare e gestire sfide e opportunità globali. Direttore esecutivo del Global Committee on Social Business for Sustainable Development Goals, ha ricoperto ruoli in iniziative Onu per i giovani e oggi riguardo lo sviluppo sostenibile.

Il suo incontro con l’Economia di Francesco è avvenuto durante un breve soggiorno ad Assisi in occasione del conferimento da parte vaticana del riconoscimento 'Lampada della pace di san Francesco' al Premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus nel settembre 2019. «Ad Assisi ho imparato a conoscere il progetto di Economy of Francesco (EoF), condividendo le mie impressioni con altri giovani, docenti e esperti. Questo mi ha sollecitato a comprendere meglio il significato di temi che aprono alla speranza e ho deciso di fare domanda per associarmi all’iniziativa». In che modo EoFpuò essere d’ispirazione per un giovane impegnato nello studio di una economia sostenibile a sfondo sociale? «Una doppia ispirazione, in realtà: la prima quella che proviene dall’incontro per individui che partecipano all’iniziativa secondo le loro proprie aspirazioni, la seconda che nella comunità ci sono molti decision maker miei coetanei, aperti ad apprendere l’uno dall’altro. Iniziative quindi che non solo ispirano per quanto comunicato da organizzatori e relatori, ma anche dalla condivisione. Economy of Francesco è un grande quadro su cui sono tracciate linee chiare che sono d’ispirazione per ciascuno nel completare un personale progetto di impegno».

Wang ha un’ispirazione dichiarata in Muhammad Yunus, il 'banchiere dei poveri' che da una intuizione ha saputo creare un modello ormai considerato essenziale di 'sviluppo dalle radici'. Dando un senso nuovo anche a discipline ritenute comunemente distanti da certi valori e spesso anche dall’etica ma invece rilanciati da EoF. «Sicuramente quanto Yunus ha saputo realizzare mostra che il cambiamento è possibile. Penso però che si debba avanzare per tappe e che servano originalità, innovazione. Ad esempio, la transizione energetica è essenziale per intervenire sui cambiamenti cimatici, tuttavia ci sono opposizioni e quindi quello che possiamo fare è di cambiare certe prospettive. Cambiare con una pressione graduale le vecchie aziende petrolifere in produttori di nuovi fonti energetiche». La difficoltà è spesso di portare a livello operativo ideali e intuizioni.

Come è possibile veicolare quanto suggerito da Economy of Francesco in un contesto per molti aspetti originale come quello cinese? «Ci sono diversi punti su cui è difficile essere in contrasto. Ad esempio che il business possa portare al cambiamento se ad esso si applicano corretti principi, oppure che la condivisione di esperienze all’interno di diversi settori operativi e tra settori sia positivo o che sia necessario condividere programmi riguardanti i cambiamenti climatici (questione molto sentita in Cina). In Cina le autorità stanno stanno rilanciando il 'bene comune' mettendo in moto energie finalizzate a porre fine alla povertà migliorando le infrastrutture, promuovendo la sostenibilità sociale e ambientale della produzione e anche mirando a raggiungere la neutralità di carbonio entro il 2060. Noi cinesi cerchiamo di attuare tecnologie di qualità a basso prezzo che a loro volta possono essere di beneficio anche – faccio un esempio – per l’Europa nella ricerca di maggiore sostenibilità. Alla fine penso che EoF possa ispirare chiunque e concordo pienamente sull’intuizione, che è anche di Yunus, che per raggiungere una nuova destinazione bisogna partire dal passato. Sono assolutamente d’accordo anche con il principio che un solo leader non può fare tutto, ma tutti possono avere una piccola parte nel cambiamento quotidiano che porti al mondo che vogliamo». © RIPRODUZIONE RISERVATA