Economia

Anticipo di futuro. Pilot Assist: ora la Volvo guida (quasi) da sola

Alberto Caprotti martedì 25 ottobre 2016

Guida da sola, o quasi. Perchè senza l’intervento del pilota “vero” (per fortuna) non fa niente, e non va da nessuna parte. Si chiama Volvo S90, rappresenta per il marchio l’ingresso nel segmento delle berline di lusso, e insieme alla sorella maggiore V90 – che invece rinnova la tradizione delle grandi station wagon – è la prima vettura del Gruppo a ereditare nella sua dotazione di serie il sistema elettronico di assistenza alla guida (Pilot Assist) sviluppato da Volvo e già introdotto sulla XC90.

L’abbiamo provato sui due nuovi modelli in condizioni reali di traffico, per verificarne limiti e pregi. Ricordando sempre che in un momento in cui si parla tanto di guida autonoma, la soluzione proposta da Volvo, al momento, è ben altro. Solo aiuto alla guida cioè, attraverso una serie di dispositivi di sicurezza gestiti unicamente tramite un pulsante al volante. La sicurezza dunque qui passa per una stretta collaborazione tra la tecnologia dell’auto e la perizia del conducente che deve comunque tenere le mani sul volante intervenendo, quando richiesto, e restando totalmente al “comando delle operazioni”.

Solo fino a 130 km/h. Rispetto a quello introdotto sul Suv XC90, il sistema di cui sono dotate le nuove berlina e station wagon beneficia di alcune migliorie che consentono il funzionamento contemporaneo, a seconda delle preferenze dell’automobilista, di sistemi come quello della frenata automatica, mantenimento la distanza di sicurezza dal veicolo che precede, il mantenimento costante della velocità e ancora il “lane assist” per tenere l’auto all’interno della propria corsia. Il sistema, ottimizzato per la guida autostradale, è attivo solo fino alla velocità massima consentita (130 km/h), oltrepassata la quale si disinserisce automaticamente. Quando è attivo, è in grado di trovare la strada se la segnaletica sull’asfalto offre linee ben disegnate e legge i segnali orizzontali evidenziando i limiti di velocità in tempo reale.

Come funziona. Il Pilot Assist, quando inserito, tiene la rotta, rallenta o frena con decisione in caso di emergenza, e riprende la marcia quando la strada è libera. Un’altra funzione verifica invece se ci si avvicina troppo al ciglio della carreggiata, e riporta verso il centro della strada. Sono tutti sistemi che fanno parte di IntelliSafe, l’insieme di tecnologie dedicate alla sicurezza di guida per raggiungere l’obiettivo 2020 di Volvo, l’eliminazione totale cioè di morti o feriti gravi. Fa parte della famiglia anche l’ultima versione del City Safety, che fino a 50 km/h “vede” anche di notte e verifica eventuali rischi di incidente con veicoli, pedoni e animali allertando il guidatore o frenando autonomamente.

Mani al volante. Come detto, è necessario appoggiare sempre le mani (o almeno una mano) sul volante, che si muove da solo: il Pilot Assist segue bene le linee bianche sulla strada (se non ci sono, avvisa e si disattiva), ed è graduale nelle sterzate per tenere la rotta. Abbinato al cruise control adattativo, è pronto a rallentare, a frenare con decisione nelle emergenze e a ripartire appena la strada si libera. Riassumendo: il Pilot Assist di Volvo all’inizio lascia un po’ perplessi ma funziona bene, e può essere molto utile in caso di distrazione o colpo di sonno del pilota. Ma soprattutto anticipa il futuro, abituandoci gradualmente alla rivoluzione che (purtroppo, per chi ama guidare) porterà al vero pilota automatico.

Comfort ed eleganza. Il nuovo pilot assist è solo una delle novità introdotte sulle nuove S90 e V90 che rappresentano il completamento della gamma del marchio premium all'interno del segmento E, già in vendita da metà ottobre. Le due vetture sono realizzate sulla piattaforma Spa (in attesa dell'introduzione della Cma) che consente lo sviluppo di un prodotto modulare disegnato attorno all'elettrificazione. Il design esterno racchiude un carattere sportivo e dinamico mentre all'interno la qualità dei materiali e lo stile regalano un confort molto elevato ed esprimono una forte sensazione di eleganza. La tecnologia di sicurezza, che si affianca ad una serie di dispositivi per l'intrattenimento, è gestibile da un touchpad centrale, una sorta di tablet integrato semplice e intuitivo. Il conducente può inoltre scegliere la modalità di guida che può essere ecologica, confortevole o dinamica. In questa ultima versione, per i motori diesel D5 da 235 cv è previsto il funzionamento di un compressore che riesce a dare maggiore slancio al motore grazie all'iniezione di aria compressa.

Sotto al cofano. Per quanto riguarda la S90, i motori, tutti a quattro cilindri due litri, permettono prestazioni adeguate grazie alla sovralimentazione e al peso vettura relativamente contenuto. Con alimentazione a benzina fornisce 254 CV sulla T5, mentre nella T6 eroga ben 320 CV grazie alla doppia sovralimentazione (turbo più compressore volumetrico) . Le turbodiesel sono declinate in tre livelli di potenza: D3 con 150 CV, D4 con 190 CV e D5 biturbo con 235. Con le motorizzazioni più performanti (T6 a benzina, D4 e D5 diesel), è possibile avere anche la trazione integrale. Per la station wagon V90 invece, nelle versioni a gasolio la potenza va dai 150 cavalli della V90 D3 (disponibile da novembre 2016), ai 190 CV della D4, fino ai 235 CV della D5. Anche i motori a benzina sono tutti a quattro cilindri 2.0: T5 da 254 CV e T6 che abbina turbina e compressore volumetrico per 320 CV.

Quanto costano. La nuova Volvo S90 è in listino a partire da 52.150 euro per le versioni a benzina e da 46.900 per quelle a gasolio. Per la V90 i prezzi partono rispettivamente da 55.110 e 44.960 euro.