Economia

Unioncamere. Sono oltre 910mila le nuove assunzioni previste

venerdì 14 agosto 2015
Sono 910.300 le entrate di nuovo personale programmate dalle imprese dell'industria e dei servizi con almeno un dipendente per il 2015, il 15% in più rispetto all'anno precedente. Lo rileva il sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e ministero del Lavoro. Faranno parte di queste entrate oltre 721.700 assunzioni dirette (+17,7%), tra stagionali e non stagionali, e circa 188.600 nuovi contratti di lavoro atipici (+5,9%), tra somministrazione e parasubordinati. Il bilancio tra entrate e uscite di personale nel settore privato, si legge in una nota diffusa da Unioncamere, dovrebbe essere negativo anche nel 2015, ma in miglioramento rispetto all'anno precedente. Il saldo dovrebbe essere di 60.400 posti di lavoro in meno, rispetto ai -144mila previsti dalle imprese nel 2014.A crescere in misura consistente quest'anno, segnala ancora Unioncamere è il lavoro stabile, a cominciare dai nuovi contratti a tutele crescenti che dovrebbero essere 249.200 rispetto ai 146mila 'vecchi' contratti a tempo indeterminato programmati lo scorso anno. Interrogate su queste 249mila assunzioni, le imprese hanno indicato, quale media della motivazione prevalente, che 132.700 (il 53,2%) sarebbero comunque state messe in programma, che 35.400 non sarebbero state previste senza il Jobs act (14,2%) e che, grazie a questo, oltre 19mila  verrebbero anticipate a quest'anno (7,7%). Inoltre, per 62mila assunzioni circa si tratterebbe di un cambio rispetto a una tipologia contrattuale "atipica" originariamente prevista (24,9%).Ai giovani quest'anno le imprese ritengono di poter riservare oltre 202mila delle 721.700 assunzioni (non stagionali e stagionali), pari al 28% del totale. Spazi maggiori sembrano aprirsi nelle imprese dei servizi (156.600), rispetto a quelle dell'industria nel suo complesso (45.600). Più intensa la presenza giovanile nel Nord Ovest, dove la quota di assunzioni destinate agli under 30 sfiora il 32%, e tra le imprese con oltre 250 dipendenti, nelle quali la percentuale raggiunge il 36%.