Economia

Housing sociale. Un'edilizia 4.0 per rispondere all'emergenza abitativa

Fulvio Fulvi venerdì 2 giugno 2017

Si chiama edilizia off-site. Significa costruire strutture abitative con criteri industriali, a prezzi più bassi e in tempi più rapidi. Così la fabbrica diventa il fulcro della produzione mentre il cantiere si trasforma nel luogo dove vengono assemblati elementi realizzati altrove usando nuove tecnologie digitali come l’automazione robotizzata e forme di artigianato evoluto. La rivoluzione 4.0, dunque, sta prendendo corpo anche nel settore delle costruzioni, quello che ha maggiormente patito la crisi economica nel nostro Paese, con la chiusura di 100mila aziende e la perdita di oltre 600mila posti di lavoro in sei anni. Ma un rilancio e una riqualificazione del comparto si rendono necessari aldilà delle politiche creditizie tendenti a sbloccare il sistema dei mutui e dei prestiti agli utenti e alle imprese, misure utili per ridare ossigeno al mercato immobiliare. Non si tratta solo di costruire case 'ex novo' ma di riappropriarsi di un patrimonio che, nella maggior parte dei casi, necessita di interventi di manutenzione straordinaria o di un decisivo recupero funzionale e strutturale.

Per rendersene conto basta guardare lo stato di degrado in cui versano certi condomini degli anni ’50 e ’60 nelle periferie, soprattutto metropolitane, dove si concentrano i complessi di edilizia residenziale pubblica. Perché la vera emergenza è proprio l’housing sociale. «Attualmente in Italia circa 700 mila famiglie hanno diritto a una casa a canone agevolato ma l’offerta abitativa è largamente insufficiente e andrebbe quanto meno raddoppiata – spiega Thomas Miorin, presidente di Re-Lab e direttore di Habitech, il distretto tecnologico trentino per l’energia e l’ambiente – ma le risorse sono poche e vengono assorbite quasi del tutto dalla necessaria manutenzione degli immobili».

Come risolvere, allora, i problemi abitativi dei soggetti più deboli? «Anche in questo caso la soluzione innovativa e più efficace sta nell’edilizia off-site, un modello industriale 4.0 nel quale è possibile utilizzare ancora legno, acciaio e cemento con vantaggi evidenti sotto il profilo dei costi, che possono ridursi dal 25 al 33%, e dei tempi di esecuzione e consegna che possono essere diminuiti fino al 50%». Ma come muoversi? Habitech ha portato nel 2015 in Italia, in occasione di ReBuild (evento dedicato all’innovazione della riqualificazione e della gestione immobiliare che si svolge ogni anno a Riva del Garda), l’esperienza dell’olandese Energiesprong, una realtà 'non profit' incaricata dal governo dell’Aja di sviluppare soluzioni energetiche efficienti per gli edifici destinati al mercato immobiliare. «Energiesprong - dice Miorin - ha negoziato in Olanda un accordo tra società di social housing e costruttori per la riqualificazione di oltre 100 mila alloggi e la loro conversione in edifici a consumo zero di energia. La riqualificazione dell’immobile è finanziata unicamente dall’abbattimento dei costi in bolletta, gli interventi vengono effettuati in soli 10 giorni e l’edificio ottiene una garanzia di prestazioni della durata di 30 anni. Energiesprong ha lavorato per creare condizioni di mercato che consentano l’attivazione di nuovi processi di industrializzazione nel settore delle costruzioni. Il team sta operando ora in Inghilterra, Francia e Italia affinché tali processi possano essere replicati efficacemente anche in questi Paesi».