Economia

FISCO. Bankitalia: «Def ambizioso» Tremonti: «Basta pressione sulle imprese»

mercoledì 20 aprile 2011
I controlli fiscali, gli accessi e le visite alle imprese «é eccessivo con costi come tempo perso, stress, e occasioni di corruzione. Un'oppressione fiscale che dobbiamo interrompere». Lo dice il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. «La proposta, ma deve essere equilibrata, - aggiunge Tremonti - non può essere del tipo della 626 (legge sulla sicurezza sul lavoro), ma potremmo immaginare una qualche tipo di concentrazione, salve esigenze di controllo erariale e ridurre il continuo controllo sulle imprese. Ne va via uno, e dopo un po' arriva il vigile urbano. Ci abbiamo già iniziato a lavorare. Fermo discorso sicurezza lavoro. Serve o un coordinamento dall'alto o un diritto dal basso: il diritto di dire 'non mi rompere piu' di tanto…».«Dobbiamo e possiamo fare di più ma non ignorare quello che siamo: abbiamo qualche numero in più su tutto». Lo ha detto Tremonti rispondendo alle domande dei deputati sulle iniziative per la crescita adottate anche da altri paesi.«Credo che la migliore difesa è l'attacco». Lo ha detto il ministro dell'Economia in audizione alla commissione Finanze della Camera sul decreto che riguarda le assemblee societarie. Anche se il ministro ha precisato di aver «difficoltà adesso a parlare di questi temi con questo metodo di informazione e tra l'altro con la borsa aperta».«'Le misure concrete da attuare nel biennio 2013-2014 per conseguire il pareggio di bilancio»' devono essere definite '«gia' a settembre»' come prevedono le nuove regole di bilancio. E' quanto afferma il vicedirettore generale della Banca d'Italia Ignazio Visco nell'audizione alle commissioni riunite di camera e Senato sul Def. Secondo Visco, questo «potrà ancorare ulteriormente le aspettative degli operatori, esercitando un'azione di contenimento sui rendimenti dei titoli pubblici». I programmi di «consolidamento della finanze pubbliche presentati» nel Def «sono ambiziosi» e «il ruolo determinante» lo svolgerà «il contenimento della dinamica della spesa». Ha detto il vicedirettore generale della Banca d'Italia Ignazio Visco. Un rafforzamento del potenziale di crescita dell'economia da parte delle politiche pubbliche puo' essere utile «per contenere i costi sociali e l'impatto sul sistema produttivo dell'aggiustamento di bilancio» sottolinea  Visco indicando la necessità di elevare «la competitivita' delle imprese, la produttivita' e l'occupazione, migliorando la qualità dei servizi pubblici e della regolamentazione».