Economia

IL PIANO. «Sud, problema nazionale» La chiave è la Banca del Mezzogiorno

venerdì 26 novembre 2010
Il piano nazionale per il Sud, con il quale il governo annuncia un sostegno strutturale all’economia e alle infrastrutture del Mezzogiorno, prevede interventi concreti che riguardano gli incentivi alle imprese, la ricerca, l’edilizia scolastica e i trasporti. Il governo approverà due decreti: uno legislativo in attuazione delle delega sul federalismo fiscale per  la «rimozione degli squilibri territoriali» e uno interministeriale per la «perequazione infrastrutturale». Per quanto riguarda le risorse disponibili si parla di 80 miliardi di euro per la quasi totalità già contenuti nei programmi pluriennali di spesa straordinaria ora rimodulati. Non dovrebbe esserci quindi un impatto sui conti pubblici, data l’esiguità delle risorse ordinarie confermata anche in questi giorni con il varo della Finanziaria. Secondo le anticipazioni contenute nella bozza che circolava ieri saranno sbloccati 12,5 miliardi di euro per per la ricerca e l’innovazione, fondi del cosiddetto Obiettivo convergenza. Inoltre vengono riformati gli incentivi alle imprese all’insegna di «automaticità, semplificazione e concentrazione» con l’obiettivo di favorire la crescita dimensionale delle aziende meridionali. In questa direzione va la creazione del Fondo Jeremie (acronimo che indica il fondo strutturale europeo per le Pmi) che opererà, spiega la bozza, per «sostenere il credito agevolato, il capitale di rischio e le garanzie» e «non nella logica del fondo perduto». Sarà la nuova Banca del Sud a gestire il nuovo strumento. Tra le novità, la costruzione o la ristrutturazione di edifici scolastici anche attraverso investimenti degli enti di previdenza e assistenza sociale. Mentre sul fronte trasporti ferroviari il governo punta a concentrare le risorse su tre direttrici ad alta capacità: Napoli-Bari-Taranto; Salerno-Reggio Calabria e Catania-Palermo.Dalle Regioni reazioni contrastanti al piano, con i governatori che in sostanza si dividono in base all’appartenenza politica alla maggioranza o all’opposizione. Mentre l’Ud chiede al governo di «passare dalle paorle ai fatti», il Pd boccia il provvedimento, con Sergio D’Antoni che parla di «montagna che ha partorito il topolino» e Stefano Fassina di «spot elettorale».Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia giudica «importanti gli aiuti automatici per le imprese» ed esprimendo «apprezzamento» per la cabina di regia che dovrà monitorare gli interventi. «Da tempo chiediamo una svolta per il Sud, perché la non spesa peggiora le cose – ha detto il segretario della Cisl Raffaele Bonanni –. Speriamo che ora possa partire una nuova stagione». Il numero uno Cgil Susanna Camusso parla di «titoli condivisibili» e di un positivo avvio di discussione ma attende i provvedimenti: secondo il sindacato infatti gli 80 miliardi di euro ventilati sarebbero non più ma meno di quanto già disponibile.