Economia

Consumi in picchiata. Stop ai debiti: le famiglie tirano la cinghia

Da Milano Giuseppe Matarazzo domenica 9 novembre 2008
La recessione fa paura. E le famiglie italiane, che fanno i conti con la ristrettezza della propria ricchezza, si muovono adesso con i piedi di piombo. La crisi dei consumi è lo specchio evidente di un nuovo approccio con le spese e la gestione del bilancio domestico. Negli ultimi anni, è cresciuto il ricorso al debito, attraverso la richiesta di mutui, prestiti finalizzati e personali, e la diffusione di carte di pagamento varie.Una «esposizione» tuttavia moderata rispetto ad altri Paesi europei e all'America, dove vivere una vita al di sopra delle proprie possibilità è stata per anni la regola. In Italia il rapporto tra consistenze di credito alle famiglie e Pil è pari al 22%, meno della metà di quello medio dell'Ue-15, il 51%. Nel secondo trimestre 2008, secondo i dati di Bankitalia, i debiti delle famiglie italiane sono tornati a crescere attestandosi a 844 miliardi. Ma adesso? Di fronte alla crisi che sta travolgendo anche il nostro Paese, come si comporteranno le famiglie? Continueranno a indebitarsi oppure no? Sentendo gli istituti di credito al consumo, la tendenza è chiara: basta debiti. Perché la previsione sul futuro non è per nulla positiva. Quindi, meno mutui e prestiti e meno «strisciate» con le carte di credito. Così parlare di «crisi» del credito al consumo oggi non è un azzardo. I dati registrati a settembre dall'Assofin " l'associazione che riunisce 78 società di credito al consumo, fra intermediari finanziari, banche e compagnie di assicurazione " sono indicativi. Due su tutti: -9,8% sui flussi di mutui immobiliari alle famiglie nel primo semestre 2008 e -10,8% sui prestiti finalizzati. «Da anni si registra un rallentamento nella crescita dei mutui " afferma Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin ". Ma nell'ultimo semestre si è arrivati addirittura a un segno meno. E la tendenza può peggiorare nell'ultimo trimestre. I nuovi mutui sono diminuiti del 16%, mentre sono aumentate del 42% le sostituzioni, le rinegoziazioni e tutti i contratti previsti dalle nuove norme sulla portabilità». Tutti segnali di evidenti difficoltà. «Già dall'inizio dell'anno " conferma Piano Mortari " le famiglie acquistano meno beni e ricorrono meno al credito al consumo. Rimandano le scelte di acquisto di beni importanti, quelli durevoli o l'abitazione. La flessione è forte». Sul fronte prestiti, netto il calo dei finanziamenti finalizzati. Nel settore auto si registra un -11,5%, in linea con il calo di vendite del settore. A «pareggiare i conti» e far chiudere il settore con un +2,9% a settembre, influisce la crescita dei prestiti personali diretti (+14%) e il boom della cessione del quinto (+31,6%). Un focus a parte meritano le «carta di credito». In America, dopo la bolla dei mutui subprime, il rischio è che a scoppiare sia proprio quella delle "card". Nei giorni scorsi è scattato l'allarme. Oltreoceano spopolano le "revolving", quelle che consentono al cliente di rimborsare a rate il saldo di fine mese. A fine 2007, ogni famiglia americana aveva verso le carte di credito un debito medio di 9.800 dollari. In Italia, dove l'uso delle carte è limitato, non ci sono questi numeri. I possessori di carte di pagamento (di credito, di debito e prepagate) sono 23 milioni, per un totale di 67 milioni di carte. Il 64% la usa solo da una a quattro volte al mese. Quelle revolving in Italia sono cresciute nel valore delle operazioni del 7,9% nel periodo gennaio settembre 2008, toccando gli oltre settemilioni. Una cifra comunque significativa, pur rappresentando «il 2% del totale del transato di tutti gli stumenti di pagamenti», come sottolinea il direttore generale di Visa Italia, Davide Steffanini, che parla di situazione assolutamente «sotto controllo». Tant'é che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha assicurato: «L'impatto di una eventuale crisi specifica nel settore delle carte di credito non sarà consistente». I dati sull'andamento delle spese con carta di credito sono piuttosto controfersi, e fermi a giugno. «Nonostante il momento di crisi internazionale " dicono da CartaSi ", l'utilizzo della carta di credito non ha registrato variazioni importanti negli ultimi 6 mesi, sia per i volumi di spesa, sia per il numero di transazioni». Lo stesso si afferma in casa Visa. Ma per Assofin, invece, è probabile che «i segnali di rallentamento ci saranno presto anche sulle carte».