Economia

L'innovazione. Arriva dal Sud Africa la start-up che aiuta i senzatetto

Maria Gaglione venerdì 20 marzo 2020

Il sudafricano Charl Reyneke ha ideato una startup per aiutare i senzatetto

Charl Reyneke vive a Stellenbosch, una città del Sud Africa a 50 km da Città del Capo. “Nel 2017 ho avviato una start–up, Heartflow, che si occupa di senzatetto e mendicanti. Nella mia città, dove le diseguaglianze economiche e sociali sono fortissime, mi capitava spesso di incontrare un “povero” che mi chiedeva denaro. Tante volte li ho visti spendere soldi in abitudini distruttive e sbagliate. Non volevo essere complice. Sono arrivato al punto che se vedevo un senzatetto da lontano, cambiavo strada pur di evitarlo. Come se non incontrarli mi sollevasse dalla responsabilità che in realtà sentivo nei loro confronti. Non ha funzionato. Più forte era il desiderio di aiutare quelle stesse persone che stavo cercando di evitare. Una coperta, un pasto, un letto in un rifugio notturno. In fondo avevano bisogno di questo, per cominciare magari una nuova vita. Ho fondato Heartflow per offrire alle persone un’alternativa all’elemosina per aiutare i mendicanti, attraverso un sistema di coupon. I cittadini che vogliono rendere un aiuto concreto e diretto infatti possono acquistare un coupon nei negozi locali e offrirli ai senzatetto che poi beneficiano dei diversi servizi forniti dalle organizzazioni partner”.

Tutti sappiamo oggi che la mancanza di cibo o di una casa è una condizione complessa, spesso somma di precarietà e fragilità diverse ed espressione di una povertà più profonda, sociale e relazionale. Se, da una parte, i modelli di sviluppo sono ancora dominati dal mito della crescita indefinita e dalla cultura dell’ognuno per sé, tanti, tantissimi continuano a fermarsi agli angoli delle strade, per farsi carico delle difficoltà dei più deboli. Storie di prossimità, per restituire giustizia e per aiutare i più vulnerabili a riprendere la vita con dignità e rispetto. “La nostra realtà si basa sulla costruzione delle relazioni tra persone in difficoltà, quasi sempre lasciate ai margini dei nostri marciapiedi, intoccabili e intoccate, e cittadini desiderosi di aiutare in modo attivo e costruttivo. Alcuni nostri servizi offrono anche opportunità di lavoro e di formazione al lavoro. Ad oggi abbiamo coinvolto oltre 45 partner, tra cui associazioni non profit e assistenti sociali, la Stellenbosch University e oltre 30 aziende. Per adesso siamo attivi solo a Stellenbosch, con il patrocinio del Comune, ma molti altri paesi chiedono di replicare il nostro modello. Charl guarda al futuro. “La soluzione del coupon cartaceo è tuttavia solo la prima fase. Stiamo sviluppando un sistema digitalizzato in grado di fornire più dati e una piattaforma più completa”. Heartflow rappresenta una risposta alla sfida della povertà che parla di inclusione, che scoraggia abitudini sbagliate, che non tratta i poveri come colpevoli e che promuove opportunità per ricominciare. “Credo che partecipare all’Economy of Francesco, non avrà un impatto positivo solo su di me, ma anche su tutta la mia comunità di amici in condizioni di disperato bisogno e su tutte quelle persone che ogni giorno fanno del loro meglio per fare la differenza in questo mondo. Il nostro paese è in ritardo rispetto al resto del mondo su alcuni fronti. D’altra parte conoscendo molto bene le diseguaglianze perché ne facciamo esperienza diretta, siamo consapevoli della complessità dei problemi e delle loro soluzioni. È necessario allargare gli orizzonti e condividere esperienze e prospettive per dare risposte globali. È quello che faremo ad Assisi”.