Economia

VALORI IN GIOCO. Ecco le start up sociali per rilanciare lo sviluppo

Andrea Di Turi sabato 6 ottobre 2012
Un’economia più orientata in senso sociale: nell’era della crisi è una necessità urgente e insieme una prospettiva di sviluppo. Una necessità perché le risorse pubbliche che garantivano in passato determinati livelli di welfare non ci sono più, per cui è indispensabile coinvolgere il privato e in particolare il privato sociale nella costruzione di un modello di welfare diverso, che funzioni anche in presenza di risorse scarse. E una prospettiva perché in questi anni di crisi l’economia sociale ha dimostrato una resilienza notevolmente superiore a quella delle imprese profit, tutelando molto meglio l’occupazione e anzi riuscendo a creane di nuova. Soprattutto quando è stata capace di sperimentare, di cercare nuove risposte per i nuovi bisogni emergenti, in una parola di innovare.Proprio il tema dell’innovazione sociale come strada prioritaria per combattere la crisi, in un 2012 assai complicato che le Nazioni Unite non a caso avevano proclamato Anno internazionale della cooperazione, sarà al centro dell’XI Convention nazionale di Cgm, in programma la settimana prossima a Mantova (da mercoledì 10 a venerdì 12 ottobre), al cui convegno di apertura sarà presente anche il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. Nell’occasione, infatti, la più grande rete italiana di cooperative sociali (un migliaio le realtà raggruppate nel Consorzio Cgm, con più di 44mila operatori, per oltre i due terzi donne, un fatturato nel 2011 di più di 1,3 miliardi di euro e un bacino di utenza servito di 500mila famiglie) porrà l’accento su quelli che si possono definire dei veri e propri incubatori d’innovazione sociale: progetti di impresa sociale, cioè, che coniugano al meglio la vocazione sociale con l’imprenditorialità collocandosi ai confini della cooperazione sociale, in quanto sperimentano nuove forme di governance di comunità, nuove modalità societarie, organizzative e produttive, sempre restando fedeli ad un agire che è primariamente finalizzato alla creazione di bene comune. «A 25 anni dalla nascita – spiega il consigliere delegato di Cgm, Stefano Granata –  Cgm lancia nel mercato dei beni comuni nuovi strumenti d’impresa che rappresentano gli ingredienti del nostro futuro più prossimo. La nostra capacità emergente di generare il nuovo favorirà il rafforzamento di alleanze e collaborazioni con altre forme cooperative e con il mondo for profit, per affrontare sfide sempre più complesse».Si tratta nello specifico di 65 modelli "ibridi" di impresa sociale in fase di start-up, che sono stati promossi nell’ambito della rete di Cgm per conseguire una molteplicità di obiettivi: affermarsi su nuovi mercati, proporre nuovi prodotti, avviare progetti di sviluppo comunitario, ristrutturare servizi e filiere tradizionali, stringere legami di rete in forma più strutturata. Hanno forme giuridiche anche diverse da quella tradizionale della cooperativa (fondazioni, società per azioni, società a responsabilità limitata) e operano in ambiti che vanno al di là dei settori d’intervento tipici dell’impresa sociale come i servizi sociali o l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate: guardano ad esempio all’housing sociale, alla sanità leggera e alla green economy, alla logistica e trasporti.Questi modelli innovativi di impresa sociale, che saranno presentati alla Fiera delle idee allestita all’interno della convention mantovana, hanno già dimostrato non solo la loro vitalità, ma anche una grande capacità di catalizzare risorse importanti: da soli, infatti, hanno già attratto investimenti per oltre 54 milioni di euro, vale a dire il 14% degli oltre 335 milioni investiti nelle cooperative e nei consorzi di Cgm nel 2010.Per monitorarne l’evoluzione, Cgm ha avviato un osservatorio che entro maggio del prossimo anno avrà analizzato e individuato gli elementi distintivi, i fattori critici di successo, le forme e le tipologie più utilizzate da queste imprese sociali innovative: informazioni e conoscenze preziose, dunque, che saranno messe a disposizione, anche in formato e-book scaricabile gratuitamente dal sito del Consorzio Cgm (www.consorziocgm.org), di tutti gli imprenditori interessati a lanciare start-up nel campo dell’economia sociale.