Economia

ALLARME CONFINDUSTRIA. Squinzi: imprese con l'acqua alla gola

giovedì 16 maggio 2013
​"Il fatto che calino i prezzi è in effetti preoccupante, è un indice preciso". Lo afferma il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, rispondendo all'ipotesi che il calo delle vendite e dei prezzi si tramuti in una spirale che può portare alla deflazione. "Le imprese sono veramente con l'acqua alla gola e per avere un minimo di attività sono obbligate anche a calare i prezzi: non è un segnale positivo", conclude Squinzi a margine del congresso Angaisa a Milano.  "Ritengo che sia positivo che ci stiano ragionando sopra e con attenzione per il settore manifatturiero". Così il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, rispondendo ad una domanda sull'ipotesi che sia deluso dal fatto che lo slittamento dell'Imu al momento non valga per le imprese. "Adesso bisogna vedere bene nel dettaglio", ma il fatto che il governo stia valutando l'argomento "é l'unica cosa che si può dire adesso", conclude Squinzi.IMU, SANGALLI: INACCETTABILE OGNI DISCRIMINAZIONE"Noi abbiamo sempre chiesto e ribadiamo con forza che la sospensione del pagamento dell'Imu deve riguardare anche gli immobili strumentali, compresi alberghi e negozi: ogni passaggio discriminatorio sarebbe inaccettabile". Lo afferma il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli.ALLARME DELLE REGIONI: STIAMO MORENDOIl Patto di stabilità "cieco e demenziale, è la cura che sta uccidendo il paziente: stiamo morendo". Così i presidenti della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e della Regione Puglia, Nichi Vendola. "A Roma non hanno orecchie per ascoltare, sono stufo di avere ragione, non arriviamo vivi al 2014", ha detto Vendola. "Siamo di fronte ad una condanna a morte - ha esordito Vendola, nel corso di una conferenza stampa - il cappio al collo si è stretto sempre di più e siamo al punto in cui l'osso si sta spezzando. Non possiamo sopravvivere. Bisogna avere il coraggio di dire la verità: l'Europa ha usato la medicina sbagliata, la sofferenza di oggi è figlia delle risposte errate date alla crisi del 2008, ovvero il blocco della spesa". Per il governatore, "il governo non può scodellare la minestra, non può inventare risorse che non ci sono. Le politiche depressive minacciano la democrazia e non possono essere contestate in chiave sentimentale e poi essere lasciate intatte. L'Europa ha imboccato, così, la strada della propria dissoluzione". Sulla stessa linea il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, che ha parlato di "situazione delirante" e ha chiesto che almeno si escludano dagli obiettivi del Patto di stabilità le spese sui cofinanziamenti per i fondi europei. "Non escludo altre iniziative di mobilitazione - ha affermato Zingaretti - non faremo spegnere i riflettori". Concordi con i presidenti Vendola e Zingaretti sono il governatore della Lombardia, Roberto Maroni (che avrebbe dovuto partecipare alla conferenza stampa ma è stato impossibilitato dal farlo) e il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ma il tema è comunque sentito da tutti i governatori. Solo in Puglia, a causa del Patto di stabilità, si è passati da una spesa di 724 euro pro capite nel 2007 a 328 euro per quest'anno (-55%) e nel Lazio il taglio è stato addirittura del 64%: da 1016 euro del 2007 a sole 354 euro del 2013.Intanto è previsto un incontro tra la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e il presidente del Consiglio, Enrico Letta lunedì 27 maggio alle ore 11. La disponibilità del presidente del Consiglio a incontrare le Regioni, era già stata preannunciata dal presidente Vasco Errani durante la Conferenza delle Regioni di oggi.