Economia

MERCATI. Borsa in calo e spread in altalena

lunedì 30 settembre 2013

Dopo aver iniziato malissimo la giornata sui timori per la situazione politica, Piazza Affari recupera assieme allo spread nel corso della seduta, mano a mano che gli investitori sembrano convincersi della possibilità che il governo Letta passi l'esame parlamentare di mercoledì. Dopo aver perso fino al 2,5% in apertura, il Ftse Mib chiude così con un calo dimezzato (-1,2% a 17.415 punti), non troppo distante dagli altri listini europei, tutti preoccupati, oltre che per la situazione italiana, per il tetto del debito statunitense. Londra e Francoforte hanno infatti perso lo 0,8%, Parigi l'1% e Madrid lo 0,5%. Nonostante il rischio di un downgrade da parte di Fitch anche lo spread, balzato fino a 288 punti, ha chiuso sui 265 punti, poco sopra i livelli di venerdì scorso.Sul listino milanese hanno pagato dazio Mediaset (-4,52%), che ha risentito dei rischi per la leadership di Silvio Berlusconi legati alle divisioni nel Pdl, e le banche, con Ubi (-4,1%) e Intesa Sanpaolo (-3,54%) tra i peggiori. Per Cà de Sass si tratta del quarto ribasso consecutivo in concomitanza con l'emersione delle tensioni al vertice che hanno portato all'uscita del Ceo, Enrico Cucchiani. Male anche Bper (-3,19%) eFonsai (-3,09%) mentre non è stato felice l'esordio di Cnh Industrial (-2,77%). Mediobanca ha perso il 2,37% nell'ultimo giorno utile per la disdetta del patto mentre Rcs, che ha dato mandato all'a.d. Pietro Scott Jovane di trattare la vendita dell'immobile di via Solferino, l'1,63%.In decisa controtendenza Telecom (+5,17%) mentre si fa più remota la possibilità di un aumento di capitale, bene anche Autogrill (+2,2%), Gtech (+1,83%) e Tod's (+1,39%). Tra i titoli di proprietà di Berlusconi ha sofferto anche Mediolanum (-1,92%).