Economia

EUROGRUPPO. Sì allo scudo anti-spread, 30 miliardi alla Spagna

martedì 10 luglio 2012
La zona dell'euro avrà un meccanismo per fermare la febbre degli spread ed aiutare i paesi virtuosi che ne faranno richiesta a tenere sotto controllo il differenziale dei rendimenti. Nella prima riunione, dopo la decisione del Vertice di fine giugno, l'Eurogruppo ha riaffermato ''il proprio forte impegno a fare tutto cio' che e' necessario per assicurare la stabilita' finanziaria della zona euro, in particolare attraverso un uso flessibile ed efficiente del fondo Efsf-Esm''. E come primo passo concreto in questa direzione il fondo salva stati e la Bce hanno firmato ''un accordo tecnico'' che prevede che l'istituto di Francoforte sia l'agente dell'Efsf-Esm per l'acquisto dei bond sul mercato secondario, in funzione anti spread. ''L'accordo va nella direzione auspicata dall'Italia'', avevano riferito fonti italiane, poco dopo che il premier Monti aveva lasciato in anticipo la riunione senza fare dichiarazioni.
''Non c'e' nessun retroscena. Il confronto sul meccanismo antispread si e' gia' svolto ed e' andato bene'', avevano aggiunto le fonti. Il risultato di stanotte premia la linea italiana tenuta con coerenza al vertice e difesa di fronte alle dichiarazioni oscillanti giunte da alcuni paesi nordici, che sembravano rimettere in discussione l'accordo. In vista dell'Eurogruppo, chiamato ad implementare le decisioni del Vertice, Monti ha incontrato due giorni fa in Provenza il ministro francese Pierre Moscovici, rafforzando l'asse con la Francia. Mentre ieri si e' intrattenuto prima con il commissario Ue agli affari monetari Olli Rehn e poi con il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker. Nonostante le resistenze della Finlandia, le ''reticenze'' dell'Olanda e i dubbi della Germania, l'eurozona si muove con decisione verso misure a breve per stabilizzare i mercati, oltre che verso la creazione in tempo medio lunghi di un'unione bancaria e fiscale.
''La Bce potra' intervenire sui mercati secondari a nome e per conto dell'Efsf'', ha spiegato l'Ad del fondo, il tedesco Klaus Regling. Cio' significa che il bilancio della Bce non verra' intaccato e i rischi e benefici saranno in conto del fondo. ''Di mercato primario non si e' parlato, ma e' una possibilita' che esiste, gia' prevista sia dall'Efsf che dall'Esm'', ha precisato Regling