Economia

Vaticano. Italia-Santa Sede, intesa per trasparenza fiscale

mercoledì 1 aprile 2015

Santa Sede e Italia hanno sottoscritto una Convenzione in materia fiscale. La firma stamani alla Segreteria di Stato vaticana. Ad apporla sono stati monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, e Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia e delle Finanze, provvisto dei pieni poteri. Obiettivo la trasparenza È “un significativo passo della Santa Sede verso l’obiettivo della massima trasparenza nel campo delle relazioni finanziarie - spiega monsignor Paul Richard Gallagher -. L’intesa comporta una semplificazione nel pagamento delle imposte sulle rendite prodotte dalle attività finanziarie in Vaticano. In questo modo, si potrà da un lato agevolare le attività di riscossione delle autorità fiscali italiane e dall'altro offrire un importante servizio a tutte quelle persone, sia fisiche che giuridiche, residenti in Italia ma che per motivi di natura ecclesiale detengono attività finanziarie nel territorio vaticano". Soddisfazione italiana Soddisfatto anche il ministro Pier Carlo Padoan, secondo il quale "è un passo avanti importante" che prosegue sulla strada della trasparenza fiscale e "rafforzerà il meccanismo della voluntary disclosure". Padoan ha fatto anche notare che "l'Italia è il primo Paese con cui il Vaticano fa un accordo di questo genere". I punti della convenzione: imposte e rendite finanziarie “La Convenzione – ha affermato il vicedirettore della Sala Stampa vaticana, padre Ciro Benedettini - ha due obiettivi: trasparenza e sana collaborazione con l’Italia. L'accordo sullo scambio di informazioni adotta i parametri più accreditati in materia di scambio di informazioni ai fini fiscali (parametri Ocse) nella loro versione più aggiornata. La disciplina della Convenzione a proposito degli Istituti Religiosi prevede il pagamento delle imposte sulle rendite finanziarie a partire dal 2014. La Convenzione tutela i dipendenti e i pensionati della Santa Sede e dello Stato Città del Vaticano, come previsto e confermato dall'articolo 17 del Trattato del Laterano”. Padre Benedettini ha osservato quindi che la Convenzione “riguarda solo le imposte sulle rendite finanziarie. Tutte le altre imposte sono soggette alle regole generali”. Inoltre, non si tratta di “un accordo firmato nell'ambito della voluntary disclosure, ma è un accordo dai contenuti necessariamente particolari, perché il Vaticano non è un Paese di black list”. Il negoziato – ha anche precisato - ha avuto un decorso molto rapido grazie anche alla professionale collaborazione dei tecnici del Ministero dell’Economia e delle Finanze”. Scambio di informazioni secondo gli standard Ocse “Le riforme introdotte a partire dal 2010 e la creazione presso la Santa Sede di Istituzioni con specifiche competenze in materia economica e finanziaria – riferisce inoltre la Sala Stampa vaticana - consentono oggi la piena cooperazione amministrativa anche ai fini fiscali. Nel quadro della speciale rilevanza dei rapporti bilaterali, l’Italia è il primo Paese con cui la Santa Sede sottoscrive un accordo che disciplina lo scambio di informazioni. In linea con il processo in atto verso l’affermazione a livello globale della trasparenza nel campo delle relazioni finanziarie, la Convenzione recepisce il più aggiornato standard internazionale in materia di scambio di informazioni (articolo 26 del Modello Ocse) per disciplinare la cooperazione tra le autorità competenti delle due Parti contraenti. Lo scambio di informazioni riguarderà i periodi d’imposta a partire dal 1° gennaio 2009”. Adempimento degli obblighi fiscali“La Convenzione, a partire dalla data di entrata in vigore, consentirà il pieno adempimento, con modalità semplificate, degli obblighi fiscali relativi alle attività finanziarie detenute presso enti che svolgono attività finanziaria nella Santa Sede da alcune persone fisiche e giuridiche fiscalmente residenti in Italia. Gli stessi soggetti potranno accedere ad una procedura di regolarizzazione delle stesse attività, con i medesimi effetti stabiliti dalla legge n. 186/2014”. “La Convenzione attua, inoltre, quanto previsto dal Trattato del Laterano relativamente all’esenzione dalle imposte per gli immobili della Santa Sede indicati nello stesso Trattato. Infine, è integrato nella Convenzione lo Scambio di note del luglio 2007 tra il Ministero degli Affari Esteri e la Segreteria di Stato, che prevede la notifica per via diplomatica degli atti tributari ad enti della Santa Sede”.Impegno internazionale per la vigilanza finanziaria Secondo l'Osservatore Romano la sottoscrizione di questa Convenzione "dimostra anche la complessiva idoneità del proprio sistema istituzionale e giuridico a sostenere in modo efficace il confronto con i più elevati parametri internazionali in materia. Il traguardo raggiunto - si sottolinea - è in buona parte frutto dell'impegno internazionale profuso dalla Santa Sede nei settori della trasparenza, della vigilanza e dell'informazione finanziaria, che ha consentito la realizzazione di significative riforme, accolte - si ricorda - da un consenso diffuso da parte degli operatori internazionali". Il testo della Convenzione è disponibile dal 2 aprile sul sito della Segreteria di Stato.